«È un caso che due presidenti “vecchio stampo” come Urbano Cairo e Claudio Lotito vengano contestati dalle rispettive tifoserie allo stesso modo – con lo stadio vuoto – e che entrambe le squadre stiano avendo problemi di risultati, con la Lazio decima in classifica e il Torino a soli tre punti dalla Serie B? Si tratta di due presidenti vecchio stampo, legati a un modello di gestione ormai superato. Cairo, se non altro, a differenza di Lotito, ha il buon senso di non attaccare la propria tifoseria e di stare in silenzio. I sostenitori granata hanno deciso di seguire l’esempio di quelli laziali e anche per la prossima gara – come già accaduto in occasione della partita contro il Bologna – diserteranno lo stadio. Lotta per la permanenza in Serie A? La Fiorentina non la consideravo in corsa per la retrocessione nemmeno quando occupava l’ultimo posto. Diverso il discorso per la Cremonese, partita bene ma poi risucchiata nelle zone calde: i lombardi non vincono da tre mesi e si giocheranno la salvezza con il Lecce». Queste le parole di Stefano Mattei nel corso della mattinata nella trasmissione “Quelli che…”, in onda sui canali 98.100 di RadioseiLazio.
L’opinionista ha poi proseguito: «Il tifoso laziale è preoccupato per la dimensione attuale del club. La Lazio è attualmente decima in classifica, tra Sassuolo e Udinese. Di conseguenza, sui giornali nazionali è praticamente scomparsa: così come non si parla di Sassuolo e Udinese, allo stesso modo non si parla dei biancocelesti. Il problema è proprio questo. Primo: in una situazione del genere, perché uno sponsor dovrebbe scegliere la Lazio? Secondo: giocatori appetibili come Castellanos e Guendouzi hanno scelto di andare via, e altri potrebbero seguirli. Terzo: perché calciatori importanti dovrebbero scegliere un ambiente tossico e problematico come quello della Lazio? Dopo le promesse sulla chiesa, sull’Academy e sullo Stadio Flaminio, ora si parla di Lazio 2032. Quante di queste iniziative sono state realmente concretizzate? Nessuna. Dalle parole, ora, bisogna passare ai fatti».