Cagliari-Lazio, le pagelle: inconcludenti e poco coraggiosi

Al termine di Cagliari-Lazio arrivano, come di consueto, le pagelle del nostro direttore, Guido De Angelis.

PROVEDEL NG – Non deve neanche sporcarsi i guanti, ma non perché sia una serata tranquilla: Zé Pedro centra il palo, Esposito lo sfiora, Adopo lo grazia di testa e Palestra lo trafigge, ma è in fuorigioco.

MARUSIC 5,5 – Continua a faticare nell’opporsi ai cross rivali, che creano sempre pericoli. Approssimativo su Obert e Idrissi, nel finale mette in mezzo qualche discreto traversone. Senza infamia e senza lode. Come spesso capita.

ROMAGNOLI 6 – Ordinaria amministrazione, annulla Kilicsoy ed Esposito e guida la linea, dando sempre indicazioni al compagno Provstgaard e – quando subentra – a Tavares. Leadership ed esperienza rendono tutto più semplice.

PROVSTGAARD 5,5 – Zé Pedro gli scappa via troppo facilmente sugli sviluppi di calcio d’angolo e prende il palo, non assorbe l’inserimento di Adopo. Alterna qualche sbavatura a stacchi imperiosi e anticipi puliti. Potrebbe far meglio su Palestra, invece prende il giallo per un tackle in ritardo e non lo affronta sul gol poi annullato per fuorigioco. Alle soglie della sufficienza, era alla prima da titolare assieme al collega.

PELLEGRINI 5,5 – Vero, Palestra riesce ad andargli via con giocate sontuose, ma poi rimane lì. Contro il classe 2005 soffrono tutti, ma il giallo condiziona il prosieguo di Luca, che ha troppa fretta quando poi deve proporsi al cross. Al 36’ Adopo aveva arato la sua corsia servendo un cioccolatino ad Esposito. In fisiologico affanno, ma senza capitolare.

BELAHYANE 6 – Tra i pochi a cercare la verticalità, non ha paura nei contrasti, ma li perde quasi tutti. Perde troppi palloni sanguinosi, pur dando la sensazione di un discreto dinamismo. Troppo innamorato della sfera per fare il play, da mezz’ala non ha inserimenti né feroce interdizione, quindi è un equivoco. Comunque tra i più propositivi, Sarri ne ha premiato l’applicazione in allenamento.

ROVELLA 5,5 – Al rientro da titolare in Serie A dopo cinque mesi (era il derby del 21 settembre), fatica in cabina di regia e all’ora di gioco si fa male alla clavicola: frattura scomposta, la sua è una stagione maledetta.  

TAYLOR 5,5 – Sì, gioca spesso di prima, ma si prende pochissime responsabilità e tende a sparire tra le maglie avversarie. Una sola conclusione, il passaggio a Caprile nella ripresa. Non incide, anzi si nasconde.

ISAKSEN 6 – Sempre tra i più frizzanti e propositivi, pur non creando nulla in zona gol. Scappa via a Dossena, poi si sacrifica in ripiegamento. Tra i pochissimi ad accendersi nella noia generale.

MALDINI 5 – La prima giocata su Mina, poi un’altra punizione conquistata. Ma tutto a chilometri di distanza dalla porta. E senza mai calciare. Troppo, troppo poco.

ZACCAGNI 5 – Rientra a sorpresa dopo due allenamenti in gruppo, ma è visibilmente indietro di condizione e non riesce a combinare assolutamente nulla. Una miriade di palloni persi, non uno spunto degno di nota. Reduce dallo stop muscolare, non sembrava nelle condizioni di giocare dall’inizio.

SARRI 5,5 – Qualche cambio tardivo, e forse troppi minuti concessi al rientrante Zaccagni che sembrava non reggersi in piedi. Ci confermiamo miglior difesa esterna, ma anche peggior attacco lontano da Roma.

I cambi

TAVARES 6 – Si rende subito pericoloso con qualche cavalcata delle sue. Lo avrei messo qualche minuto prima, ma parlare dopo è semplice e Palestra era un cliente scomodissimo per la nostra retroguardia.

CATALDI 6,5 – Entra e in regia cambia la musica: verticalizzazioni, giro-palla più veloce, punizione che per poco non beffa Caprile e destro a giro che rischia di insaccarsi all’incrocio. Aveva anche messo due volte una pezza su errori di misura di Belahyane che avevano lanciato dei potenziali contropiedi pericolosi. Quasi inamovibile, l’ennesimo stop di Rovella lo confermerà stacanovista da qui a fine maggio.

CANCELLIERI 4 – Non ne fa letteralmente una giusta. Errori in retropassaggio, di posizionamento, ingenuità in serie sulla trequarti e una certa difficoltà anche nei controlli e negli appoggi più semplici. Isaksen non sta facendo grandi cose, ma da due mesi quando subentra sembra lontano anni luce. Tutto dire…

RATKOV 5,5 – Non ha grandi colpe, ma entra per l’ultimo quarto di gara e sembra ancora profondamente arrugginito: prima uno stop da cui nasce una sorta di campanile, poi un pallone in verticale che potrebbe calciare in rete, invece di defilarsi. Non va.

NOSLIN 6 – Ha sei minuti più recupero e non sarebbe giudicabile, ma ha il merito di confezionare la giocata che fa espellere Mina e ci regala la superiorità numerica per i minuti finali. Sembrava pimpante e gli avrei concesso almeno una ventina di minuti in più al posto del fantasma di Zaccagni. Poi, è anche vero che quando Sarri l’ha premiato titolare, non si è mai visto…

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Pensieri e parole di
Guido De Angelis

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