“Ieri il presidente ha iniziato a leggere e non andare a braccio per non essere frainteso. Bisogna valutare come ci si pone, è stata persa un altra occasione perché non basta leggere dei passaggi di un discorso dove si tende la mano ai tifosi, perché andrebbe tesa in modo diverso, in modo appassionato senza cose prestampate. La lettera iniziale andava anche bene, il discorso a braccio finale per me rappresenta l’ennesima occasione persa. Riguardo il discorso fatto dell’autofinanziamento ci fa capire che dipende tutto dai risultati, perché non essendoci risorse esterne servono o i risultati o i tifosi che entrano allo stadio. Sia nei toni e sia nella forma nel discorso finale ancora una volta l’operazione empatia è stata un fallimento. L’immagine che ci portiamo da ieri è l’ennesima sfida contro il mondo, e il presidente invece di fare così dovrebbe farsi accompagnare dal popolo laziale per vincere la sfida, per un tifoso di calcio è sconfortante. Serve qualcuno pronto a empatizzare con i tifosi e a farsi amare”. Queste le parole dell’opinionista Giulio Cardone nel corso della mattinata nella trasmissione “Quelli che…” sui canali 98.100 di RadioseiLazio.
L’opinionista ha poi proseguito: “Ieri era un occasione clamorosa, la conferenza si incastrava con il momento peggiore della stagione vista la contestazione dei tifosi, e ieri non si poteva sbagliare con la comunicazione. Il progetto dello stadio va anche bene, ma poi non ha mai chiesto ai tifosi di tornare allo stadio, bisognava dire qualcosa di chiaro sotto questo punto di vista”.