“Cataldi aveva detto la cosa giusta, ovvero di averla presa con l’ascella. Il cross era molto ravvicinato e la posizione del braccio era congrua, ma a prescindere conta il punto d’impatto, che è stato tra petto e ascella. Il guardalinee, che ormai serve sempre di meno, si è preso la briga di segnalare il calcio di rigore con l’arbitro che è stato incerto per tutta la partita e ha fischiato subito. Di conseguenza ci siamo beccati un 1-0 immeritato dopo un bel primo tempo e poi abbiamo perso. La scivolata non è più consentita a quanto pare perché quando il difensore scivola deve far sparire le braccia, ma non è possibile. La squadra a livello di impegno merita tanto”. Queste le parole dell’opinionista Giulio Cardone nel corso della mattinata nella trasmissione “Quelli che…” sui canali 98.100 di RadioseiLazio.
L’opinionista ha poi proseguito: “Quella di domani mattina è una cosa tecnica, è una questione che riguarda la Lazio e i suoi architetti. La documentazione che la Lazio ha presentato è veramente completa, ora vediamo che diranno diranno e cosa andrà bene e cosa no. La consegna della documentazione è un passaggio decisivo per la realizzazione dello stadio. Servono personaggi empatici nel mondo Lazio, il presidente ogni volta che parla aggredisce e non fa autocritica, Fabiani aveva cominciato bene dicendo di non alzare i toni ma poi li ha accesi, serve un personaggio gradevole che sappia porsi con la gente”.