Al termine di Lazio-Atalanta 0-2 arrivano, come di consueto, le pagelle del nostro direttore, Guido De Angelis.
PROVEDEL 6– – Spiazzato dagli undici metri dall’inedito rigorista Ederson, non fa il miracolo sul raddoppio di Zalewski. Non aveva subito altri tiri, ma ha incassato due rete. Il periodo è questo, paghiamo ogni disattenzione. Era uscito coi tempi sbagliati su Bernasconi, completamente a vuoto.
MARUSIC 5,5 – Bernasconi gli scappa via un paio di volte nel primo tempo. Non una sicurezza in fase difensiva, nullo in fase propositiva. Aveva iniziato con un retropassaggio per cuori forti.
GILA 6 – Contiene Krstovic finché può, poi si fa male. Ha sentito qualche problema al ginocchio, dita incrociate.
PROVSTGAARD 5,5 – Non esce coi tempi giusti su Krstovic nell’imbucata per Zappacosta che porta al rigore. Aveva salvato con la testa sulla linea sull’ex Lecce, salvando a porta sguarnita. Qualche sbavatura grossolana in uscita, ma anche una discreta maturità per l’età.
TAVARES 6 – Si danna l’anima. Nulla di trascendentale, ma ora è un calciatore credibile. Scorribande rapide, cross al bacio, un po’ di disordine. Comunque un pericolo per i rivali, con tutti i suoi limiti. Si guadagnerebbe un rigore, ma gli viene fischiato un precedente fuorigioco.
DELE-BASHIRU 5,5 – La sensazione che vaghi per il campo è spesso nitida, perlomeno si rende fastidioso con qualche allungo. Va a strappi, ma è ancora troppo anarchico, poco disciplinato e tecnicamente rivedibile. La mediana rivale è composta da mostri sacri come Ederson e de Roon e il nigeriano gioca pochi palloni puliti.
CATALDI 6 – Continua ad avere il timone del centrocampo. Quello che porta in vantaggio gli ospiti è un rigore moderno e sfortunato. Tra i pochi a verticalizzare e velocizzare la manovra, non mi era dispiaciuto.
TAYLOR 6 – Chiama la palla e la ripulisce. A tratti si nasconde, poi colpisce un palo a botta sicura. Vivo anche nella ripresa, seppur affaticato alla vigilia: rincorre l’avversario, vince qualche duello, si rende protagonista di qualche buon recupero. Non ha rubato l’occhio, ma raramente sbaglia un passaggio.
ISAKSEN 6,5 – Il migliore dei nostri, ed è tutto dire. Poco supportato, nella prima mezz’ora fa impazzire Ahanor, costringendo il 17enne al giallo e Palladino al cambio al 24’ per evitare il rosso. Punta sempre il diretto avversario facendoci salire, ma senza pungere in zona gol. Il ragazzo è questo, prendere o lasciare.
MALDINI 6 – Molto morbido, alterna una buona gestione della sfera ad una palla persa. Fa bene la prima giocata, ma poi rimane lì. Terza di fila da titolare, stasera chiude da ala sinistra. All’Atalanta era l’undicesima pedina dell’attacco, qui è un inamovibile. Non si astrae dal gioco, ma non incide: dà la sensazione di impensierire Djimsiti, ma poi non concretizza.
NOSLIN 5,5 – Qualche spunto sporadico (dal giallo a Scalvini ad un numero nella ripresa), nell’ambito di una performance nel complesso mediocre. Da titolare fa tremenda fatica.
I cambi
PATRIC 6 – Controlla Krstovic senza troppi patemi, facendo una buona figura.
ROVELLA 6 – Entra con discreto piglio, incrementando il minutaggio.
CANCELLIERI SV – Pochissimi minuti per incidere, comunque i soliti errori di misura, anche banali.
DIA SV – Ha due minuti più recupero a disposizione e non è giudicabile.
RATKOV 5 – Uno o due colpi di testa fuori misura, cestina da due passi un gol già fatto. Da calcio d’angolo aveva colpito di testa il palo alla sinistra di Carnesecchi. La prima impressione è che non sia propriamente un goleador…
L’allenatore
SARRI 6,5 – Andiamo sotto su rigore e subiamo solo il gran gol di Zalewski, creando parecchio e colpendo due pali clamorosi. Pomeriggio sfortunato contro un avversario ben più quotato. Speriamo che la dea bendata ci guardi nell’andata di coppa Italia in programma il prossimo 4 marzo.