“Se la Lazio fosse stata eliminata ai rigori, l’episodio di Dele-Bashiru avrebbe influito tantissimo, perché era da espulsione. A parte questo la Lazio deve ringraziare Maurizio Sarri che ha dato un’anima alla squadra, ognuno fornisce il proprio potenziale che è limitato. Non siamo di certo il Real Madrid quindi questa squadra deve giocare in collettivo e siamo riusciti a livello difensivo a tenere il Bologna. Abbiamo raggiunto un obiettivo fondamentale, ora affrontiamo l’Atalanta dove può succedere di tutto e ce la possiamo giocare per dare un senso a questa stagione. Non ho mai messo in discussione Taylor, però una società che vuole ambire, tiene Guendouzi e compra anche Taylor, perché la cosa più giusta sarebbe stata aggiungere e non sostituire. Il pregio della Lazio non è stato battere il Bologna che è in un grande periodo di flessione ma è quello di aver battuto nel percorso il Milan, che ha perso solo due partite quest’anno. Poi in finale anche se ci hanno fatto male sia all’andata che al ritorno, sarebbe meglio incontrare il Como che non si è mai giocata una finale. Con l’Atalanta non si parte favoriti ma ce la giochiamo assolutamente”. Queste le parole dell’opinionista Stefano Mattei nel corso della mattinata nella trasmissione “Quelli che…” sui canali 98.100 di RadioseiLazio.
L’opinionista ha poi proseguito: “Cataldi se l’è tenuto come rigorista secondo me, ha messo Pedro dall’inizio sapendo che non poteva arrivare ai calci di rigore e ha preferito tenersi un rigorista. Ha fatto giocare Rovella anche perché deve recuperare minutaggio e Cataldi aveva bisogno di rifiatare, visto che sta giocando sempre 90 minuti e gli altri anni usciva sempre al 60′ o 70′ minuto. Se consideriamo le caratteristiche delle due squadre la Lazio è abile a difendersi e ripartire, mentre l’Atalanta attacca molto però a volte si sbilancia perché lascia degli spazi”.