Le parole del nuovo acquisto della Lazio Adrian Przyborek nella conferenza stampa di presentazione presso il Lazio Training Center.
«Le mie prime impressioni a Roma e nel club sono molto buone. Sono entusiasta di iniziare questo viaggio, non vedo l’ora di giocare e di conoscere tutti voi”.
Che sfida è per te giocare in un campionato con l’età media così alta? Hai parlato con altri giocatori polacchi in Serie A?
«È sempre una sfida giocare in Serie A e nella Lazio, per me è normale, ho sempre voluto giocare a livelli alti, con club come la Lazio. Quando ero bambino volevo giocare in Serie A, volevo che il mio sogno si avverasse il prima possibile. Ho preso la decisione con la mia famiglia e con il mio agente, non ho parlato con altri giocatori»
Ti senti pronto per la Lazio e per il calcio di Sarri? Qual è la tua collocazione in campo?
«Mi sento pronto e mi sento bene negli allenamenti. Sicuramente non sarà facile perchè si parla di giocare con grandi giocatori. Voglio prendere di petto questa sfida. Ho capito cosa ci si aspetta da me, adesso posso solo lavorare duro per cogliere tutte le opportunità che mi si parano davanti».
Qual è la zona di campo dove ti senti più a tuo agio?
«Direi che sono molto flessibile, posso giocare come ala o interno, non mi interessa. Posso sentirmi meglio in una posizione piuttosto che in un’altra, ma per me è importante giocare. Per questo essere qua in una delle squadre più importanti del mondo è una sfida ma sono pronto ad accoglierla».
Qual è il tuo obiettivo personale?
«Ovviamente sono qua per rimanere. Sono contento perché vedo un nuovo club, nuova cultura e nuovi amici. Non ho un obiettivo personale, so che più alto il livello e meglio è per me. Nessuno ha mai detto che sarebbe stato facile»
Un tuo allenatore ha detto che hai il carattere di un 25enne. È il tuo punto di forza? Come mai sognavi la Serie A e non la Premier League?
«A volte mi sento così quando gioco, mi sento più grande della mia età. Ogni partita miglioro sul campo e prendo decisioni migliori. Sono migliorando e imparo velocemente. Sono d’accordo con quelle parole su di me. Quando ero bambino vedevo tanto calcio e guardavo tutti i campionati, ma sentivo che la Serie A fosse per me, l’hosempre detto ai miei genitori e dopo al mio agente.