Le parole del Direttore Sportivo della Lazio Angelo Mariano Fabiani nella conferenza stampa di presentazione dei nuovi acquisti Maldini, Motta e Przyborek, presso il Lazio Training Center.
SU MOTTA – “È un ragazzo che seguivamo e che abbiamo preso dalla Reggiana. Un ragazzo di grandi prospettive, sulla falsa riga di quello che fu fatto con Mandas. Riponiamo in Motta tutte le fiducie del caso. Siamo contenti di averlo portato alla Lazio nonostante la concorrenza spietata“.
SU PRZYBOREK – “Un ragazzo del 2007, molto giovane. Quest’anno ha giocato 11 partite da titolare e due gol. Lo seguivamo da diverso tempo, ha straordinarie qualità tecniche. È chiaro che può migliorare ancora tantissimo, su una lista stilata, che tiene conto dei ragazzi giovani, rientra nei primi 50 al mondo. Ha ampissimi margini di miglioramento, ma quello che ci ha fatto vedere sono stati sufficienti per un suo inserimento nel gruppo. Con Sarri crescerà notevolmente, si sentirà parlare in futuro di lui”.
SU MALDINI – “Ecco l’oggetto dei miei desideri e del mio collaboratore Alberto Bianchi. Lo abbiamo seguito molto a Monza. Mi hanno sempre parlato bene di te, hai delle doti straordinarie e sei un ragazzo serissimo. Mi hanno detto che quando capirà quanto è forte non ce ne sarà per nessuno. Mi auguro che possa diventare un top, ha delle straordinarie qualità. Può giocare da esterno e da falso nove come ha fatto con Sarri. Il mister metterà in risalto le sue caratteristiche. Daniel è un giocatore di calcio con una tecnica straordinaria»
SUL MERCATO – “Pedraza ha firmato, sarà un calciatore della Lazio. Diogo Leite lo abbiamo seguito, ha avuto un infortunio ma c’è un accordo di massima con il suo avvocato, vediamo a stretto giro se Diogo si vorrà legare alla Lazio, così come voleva farlo alla fine del mercato”
“Credo che sia giunto il momento di abbassare tutti i toni. Quando dico tutti parto dal sottoscritto. Si è venuto a creare un clima non bello, un clima che per la verità si respira all’esterno del nostro ambito lavorativo. I nuovi hanno parlato in termini positivi dell’ambiente. A volte mi viene riferito che ci siano delle discussioni e delle violenze non so di che genere. Noi come staff tecnico del quale io sono il responsabile abbiamo fatto un blocco, ci siamo isolati per quello che è il nostro compito. Allora ritengo che sia giunto il momento che ognuno, giornalisti, tifosi e società, di riportare il tutto su binari della serenità e tranquillità. Non nascondo che ci abbiamo messo del nostro. Però credetemi, io non voglio fare il capo popolo, io sono uno del popolo, non sono abituato a prendere in giro nessuno. Dico sempre ciò che rispecchia la realtà, non le dicerie, le millanterie.
Su Romagnoli ne ho sentite di tutti i colori, ci muoveremo per vie legali per difendere la Lazio. Ogni singolo tifoso deve avere la percezione che ci sono dei professionisti che operano giornalmente per il bene. Chi vi parla in questo momento ha vissuto un anno tremendo ma non ha mai fatto mancare il supporto ai giocatori e allo staff. Il giorno in cui mia nipote si toglie un rene io non c’ero. Ci tengo a dire una cosa: ho gettato le basi per far sì che chi verrà al posto mio, per coltivare quelle ambizioni che ogni squadra deve avere, si troverà delle basi solide. Cosa che non ho trovato io, ho dovuto rifondare tutti, giovanili, women e gestire giocatori che non hanno mai calcato il prato dell’Olimpico. Sono una persona seria, coerente, umile. Vi chiedo scusa se a volte non ho risposto, non faccio la corsa a dare la notizia. Dare una notizia a volte significa bruciare l’operazione, e molte operazioni sono state bruciate da gruppi che non si fanno scrupoli a guadagnare soldi. Non credo che la storia ci sia un dirigente che abbia denunziato mediatori e presunti tali, che volevano recare un danno al mondo Lazio. Per mondo Lazio parlo anche del singolo, anche di quello che non è mai venuto allo stadio ma comunque tifa la Lazio. Non solo per quelli che vengono. Questo è il rispetto che io devo portare al mondo Lazio, non le chiacchiere, non facendomi bello perché ho fatto 60-70 milioni di plusvalenze per giocatori pagati la metà. Non mi nascondo dietro la proprietà, non vado al guinzaglio del presidente, da Trieste a Messina ho sempre imposto le mie idee, nel bene o nel male queste idee hanno prodotto qualcosa di positivo a quelle società. Mi dispiace quando mi vengono a dire che Massimo Piscedda ritiene i DS dei maggiordomi. Non mi dispiacerebbe tanto servire a tavola, perché sono una persona umile, cosa che non è lui, certe cose vienimele a dire in faccia. Pensavate che io ero il servo sciocco dei procuratori e degli amici degli amici. Io sono al servizio della Lazio e della sua comunità. Sono disposto di fare un confronto pubblico e lo dico anche a Luciano Moggi. Troppo facile parlare senza contraddittorio.. A questi cantastorie, se vogliono un confronto pubblico, lo faccio. A Moggi dico che i libri non si scrivono romanzati dicendo cazzate, la verità è diversa, io l’ho vissuta a 360°. A Massimo, per cui nutro rispetto, dico di accendere il cervello, non imbrogliare la gente facedno il capo popolo. Aver fatto 60 partite in Serie a non ti giustifica.
Devo ringraziare Romagnoli, che è l’unico che ha avuto il buon senso. Non credo che abbia rifiutato perché non sapeva, ma perché ha fatto delle considerazioni. Se ha rifiutato per una questione di principio ancora meglio. I signori coinvolti in questa operazioni non sono stati sinceri con Romagnoli e ne risponderanno, ivi compreso Raiola, e dovranno spiegare se erano al corrente o meno delle condizioni che ci avevano imposto. Io posso dimostrare con messaggi ed e-mail. Sono dei bugiardi, si permettono di dire che a Formello alle 20 non c’era nessuno. Mi assumo tutte le mie responsabilità, ma quelli che pensano che la Lazio è la vigna dei coglioni non passeranno.
Vorrei dire l’ultima cosa. Non bisogna fare come i ladri di Pisa, bisogna essere coerenti tutti: Lotito, Fabiani, Sarri, calciatori, inservienti… Non bisogna mettersi la giacca con lo stemma della Lazio e questo è sufficiente per… no no no. La Lazio è di tutti, ha un attuale presidente che la governa, bene o male non mi interessa. Io so solo quello che faccio io, la Lazio è un patrimonio di tutti i tifosi e della città. Caro presidente se si è venuta a creare questa cosa è perchè hai concesso a tuoi collaboratori di raccontarti cose diverse. Quando sono arrivato ho gettato le basi per una società solida. Sono alla soglia dei miei 65 anni, lo faccio per passione non per un discorso economico. Non l’ho mai fatto per soldi. Non prendo per il culo nessuno, smettiamola col fare il capo popolo. Il tifoso capisce e sa, il popolo è vulnerabile ma quando si accorge che lo stai prendendo in giro ti lascia. Fino a che ci sarà Fabiani nessuno di approfitterà della Lazio in termini di sfruttamento».
Qual è la dimensione vera della Lazio? Potrà tornare ad alti livelli?
«La costituzione ci consente di manifestare in piazza, non è quello il tema. Bisogna avere basi solide che non sono sul denaro. Potrei bearmi sulle plusvalenze, non funziona così. Ho venduto Castellanos a 30 ma l’ho pagato 15. Ci sono gli ammortamenti, c’è tutto un meccanismo che ci porta dietro da anni e anni. Non tutte le responsabilità sono ascrivibili a Lotito, ma non lo voglio difendere. Non mi ha mai imposto nulla, sta a l’onestà di chi lavora agire per il bene superiore della Lazio. Se hai incassato 60 e ne hai spesi 20, ma 40 non ce li siamo messi in tasca, ci sono gli ammortamenti. Le basi solide per un futuro migliore, dico che queste sono le operazioni migliori da fare. Io ho inteso fare così, bisogna stare nel solco della programmazione. Per dare qualcosa di importante devi dare qualcosa di importante, a volte serve tempo, molto tempo. La Lazio gode di ottima salute da un punto di vista economico, non voglio sciorinare numeri di altre consorelle. Lo scorso anno questi stessi giocatori sono arrivati primi in Europa, competevano per un posto in Europa. Poi perdi con il Lecce e rimani fuori. Che non si dica che non si continui con la programmazione. Baroni giocava in un certo modo, poi siamo andati su Sarri che è un allenatore importante che ha il suo credo. Il mercato non funziona come andare al supermercato, ha le sue complessità. Programmare, io sto facendo questo. Abbiamo giocatori che ci sono richiesti sul mercato e noi li abbiamo bloccati. Ci sono anche giocatori che sono qui da 4-5 e che hanno un contratto lungo. C’è molta gente che apre bocca e gli dà fiato, questo finisce per intossicare l’ambiente. I tifosi vogliono sognare. Se volete vi faccio vedere i contratti firmati tra la società qatariota e Romagnoli. Mi prendo io la responsabilità ho forzato io andando contro un comunicato. Se non è andata in porto non è colpa mia, nè di Sarri, nè di Lotito. Bastava una firma, ma se a Romagnoli non dite come stanno le cose, e lui dice di no, gli fa onore. Non c’è nessuna scazzottata, ci sono sorrisi»
Crede che ci siano state interruzioni nel progetto? Perché non è stato sostituito Guendouzi?
«Non è stato sostituito? Punti di vista che rispetto, ma poi è il campo che giudicherà. All’indomani dell’addio con Guendouzi, lui diventa un discepolo di Maria Goretti, ma quando è dentro è uno scassacazzi perché non sottosta a determinate situazioni e si fa cacciare. Lui è andato via perché l’ha voluto lui, e io non trattengo nessuno. Io non ho messo sul mercato Castellanos è lui che è voluto andare via. Se poi c’è stata abilità nel farci qualche milioncino meglio così. Ci sono state parecchie interruzioni nel progetto, bisogna vedere chi ha spento la luce. Io avevo puntato su Baroni, aveva due anni di contratto, mai una discussione, mai un disguido. Prima della partita con il Lecce, a bordo piscina mi comunica la sua volontà di andare via. Da qui a cinquant’anni sai quante volte dovremo ripartire… Sono andato io a casa di Sarri a prenderlo. Dopo la partita con l’Udinese, avendo problematiche familiari ha preferito fare un passo indietro. Sapevamo perfettamente che bisogna costruire una squadra per lui, non gli abbiamo fatto un contratto di otto mesi, ma di tre anni. Bisogna avere un po’ di pazienza»
Nel tempo è stata data la colpa un po’ a tutti e mai a sè stessi. A volte non guardate fuori da Formello e la percezione della società è che tutto vada bene. Può essere questo il problema? Sulla petizione?
«Quello sarebbe essere arroganti, ho detto l’esatto contrario. Prima ho detto che la costituzione ci garantisce di manifestare e dissentire. Bisogna anche poi però avere un grado capire fino in fondo le cose. Sull’autocritica dobbiamo essere i primi noi. Se le regole ce lo consentono di promuovere una sorta di class-action con tifosi e giornalisti per discutere le problematiche reali. Non tutto il malessere può essere ascrvibile a Fabiani. Il bene superiore non è Fabiani, nè Lotito nè Sarri. È la Lazio, con il suo blasone importante»
C’è un risultato sportivo che la deluderebbe talmente tanto da costringerla a fare un passo indietro. Qual è nella sua testa una stagione fallimentare?
«Io la Serie A non l’ho fatta solo a Salerno, ma anche col Messina. Non era il Real Madrid, ma lasciai la Serie A perchè non avevo più stimoli. Potevo rimanere e speculare. Il mio lavoro lo devo valutare io, devo essere a posto con la coscienza. Abbiamo tolto Luis Alberto, Milinkovic e Immobile. Se con il lavoro fatto giorno e notte, trasfermakt attesta un parco giocatori di 300 milioni di euro. Ho giudicato quello, ho capito che la strada è quella giusta, su quel tipo di concetto posso costruire qualcosa. Bisogna dare stabilità. La mia carriera dice che ho preso società retrocesse e fallite. L’appello che faccio è quello di riportare tutto sugli stessi binari».
Cosa ha spinto Sarri a dire che è sempre l’anno zero. Cosa ha spinto Baroni ad andare a Torino? Su Romagnoli, è giusto rinunciare alle ultime mensilità, se non ci sono i margini per un rinnovo?
«Su Romagnoli apprezzo il principio. Ci sono prova documentate dell’operazione Romagnoli, per principio non ha accettato il trasferimento per tre stipendi. Vecino ad esempio è andato via e ha preso fino all’ultimo giorno. Se chi stava facendo l’operazione ci dice che quello che rinuncia qui lo prende dall’altra parte… Da un milione e mezzo di prestito lo porto a un milione e da sei e mezzo di riscatto diventa sei. Se non avete detto nulla a Romagnoli non è colpa nostra. Con Mandas sono i procuratori che mi hanno detto rinunciamo alle mensilità, io non mi impongo. In Inghilterra avranno soddisfatto le sue esigenze economiche. Baroni? All’Ancona c’ero io e ci siamo incrociati tantissime volte. C’era già il Baronismo, poi all’improvviso si è rotto qualcosa. Se lo chiedi a me ti dico che i motivi non me li ha mai detti. Mi ha pregato di non dirlo a nessuno perchè non l’aveva detto a nessuno. Gli incidenti di percorso ci sono, ma non è tutto ascrvibile alla società. Stiamo ripartendo. Serviva un giocatore alla Raspadori? Abbiamo preso Maldini! Serviva Loftus-Cheek? Non l’ho fatto saltare io. Io sono andato da carabinieri per difendere la Lazio. Non si dica che non siamo andati su questo o quel giocatore. Bisogna mettere mano su questi soggetti. Oggi fare mercato è diventato impossibile. Quando viene fuori un nome e spuntano mille nomi»
Romagnoli è motivato? Sarri ha più volte detto che sarebbe rimasto fino a giugno, sarà ancora allenatore della Lazio? C’è qualche operazione che non hai portato a termine e da chiudere in estate?
«Centratissimo, è un ragazzo estremamente intelligente. Lui era molto deluso, credo alla sua serietà, si è allenato anche quando c’erano due giorni di riposo. Alessio è un professionista serio. Sarri? Spero vivamente, io lo chiamo toscanaccio e ci facciamo delle risate. Il mister è così ha la battuta facile e bisogna saperlo decodificare. Io ho la certezza che è attaccato alla società e ai tifosi. È un brontolone, ma guai se non fosse così, ben venga uno che ti sollecita e stimola. Non c’è litigio e competizione. Lasciamo stare la battuta, è un brontolone. A volte non conta ciò che uno dice ma conta ciò che uno pensa. Lui pensa a dare continuità a questo progetto. Non credo che la Lazio si sia indebolita, la Lazio ha imbarcato ottimi elementi. C’è sempre qualcosa che ti lascia l’amaro in bocca, è inutile negarlo. Avevamo individuato un ragazzo dell’Inter che voleva venire ma non si è concretizzato, ognuno fa le sue strategie. È importante non fare marchette»
Com’è la situazione con Basic?
«Lui e Marusic sono stati convocati, gli è stata fatta una proposta, il primo ha accettato e il secondo ha preso dei giorni di pausa. Nel frattempo si prendono anche altri impegni per cui si è andati avanti con quelli. Basic potrebbe non costruire nessun tipo di problema. Quando sarà il momento vedremo»
Ha pensato alle dimissioni? Cosa farà dopo la scadenza del 2027, perché ha preso Sarri se si è tirato fuori dal mercato?
«Dal mio avvento siamo arrivati settimi e siamo andati in Europa una volta e una no. Dal mio avvento la rosa sta andando verso uno svecchiamento. Fabiani ha preso Gigot, solo lui. Prima di farmi la prossima domanda documentati».
Fuori c’è una protesta pesante. Lei riesce a moderare i toni del presidente?
«Io ho un ruolo ben preciso. Ma ho detto che tutti dovremmo abbassare i toni, dovremmo metterci seduti tutti. Non voglio entrare in questo meccanismo, ne voglio stare fuori. Parlerò con Lotito e vedremo. Penso che c’è tutta la volontà di arrivare ad una risoluzione. Quale sarà non lo so. Io so che questa situazione non piace a nessuno, nemmeno al presidente. Cerchiamo di ricompattare, vediamo se c’è un punto d’incontro».