Al termine di Lecce-Lazio 0-0, l’allenatore biancoceleste Maurizio Sarri ha commentato il match in conferenza stampa. Di seguito le sue parole:
Lei si sente nel futuro della Lazio?
“È inutile far polemica in questo momento. Io ho fatto una promessa ai tifosi. Ho detto che avrei sopportato tutto per rispetto del nostro popolo. Vediamo come vanno le cose. Magari da cui a fine mercato arrivano due 2005 fortissimi e cambiano le opinioni. Ora il gruppo di giocatori potenzialmente validi per la prossima stagione si è abbassato da 7-8 a 5-6. Vedremo a bocce ferme. Se leggo che vendono un altro giocatore ti direi di no, se ne prendono uno forte dico di sì”.
È vero che i giocatori stanno andando via perché hanno un brutto rapporto con te, come dice il presidente? Romagnoli verra sostituito? Ti aspetti nuovi giocatori?
“A me dicono che stanno andando via perché non vedono grande ambizione della società. Uno che è andato via dieci giorni fa è stato venti minuti a piangere nel mio ufficio. Il sostituto di Romagnoli? Non mi interessa, perché sostituirlo è impossibile. È quello che è entrato meglio nel mio modo di difendere e quello che ha più leadership nella linea. Può anche arrivare uno di valore assoluto più forte ma per fare quello che fa Romagnoli ci vorranno mesi. Io non faccio nomi, per carità: sono fuori. Normale aspetto nuovi giocatori. Guendouzi non è mai stato sostituito. Abbiamo preso Taylor che può essere complementare. Siamo in un limbo. Qualcosa penso che dobbiamo fare. Però non chiedere a me cosa, il mercato lo fa la società: il presidente è stato chiaro”.
Come sta vivendo questo momento?
“Io ho preso una parola e la rispetto, come in ogni cosa della vita. L’amore dei tifosi da fuori non te ne rendi conto. Io l’ho capito dopo un anno. La Lazio è un club circondato da un amore stratosferico. Da fuori non ci si può rendere conto. È una trasmissione d’amore continua. La cosa frustrante è sapere che nel breve periodo non potrò ripagare questi tifosi. Sono orgoglioso di far parte di questo popolo e di essere amato”.
La Lazio è mancata perché distratta o per merito del Lecce?
“Da cosa derivava è difficile dirlo. Nel primo tempo siamo stati attenti e applicati ma abbiamo perso cinquanta palloni in maniera banale. Si è persa palla in trasmissioni dalla difficoltà tecnica bassa. Nel secondo tempo abbiamo costruito meglio per ottanta metri, poi in quelli finali ci perdiamo. Oggi giocavamo contro una buona squadra su un campo difficile. Per il Lecce era una partita importante, sapevamo di trovare una squadra aggressiva. Nel primo tempo abbiamo sofferto la nostra mancanza di qualità piuttosto che il Lecce”.
Un commento sulle parole del presidente? Che sensazione le lasciano? Che ne pensa dell’iniziativa di non entrate allo stadio?
“Non le ho sentite e non ho voglia di sentirle. Il presidente vede i giocatori ogni 20 giorni, io tutti i giorni e ho le loro parole nella testa. L’Olimpico con la nostra gente è tanta roba, senza è tanta tristezza: noi però dobbiamo rispettare le prese di posizione dei tifosi”.