Le parole di Cesc Fabregas in conferenza stampa al termine della partita contro la Lazio.
La chiave della vostra stagione è stata aver affidato la regia a giocatori dalla vocazione offensiva? Ci racconta cosa ha studiato di Sarri?
«Sono contento che hai fatto riferimento al fatto che non abbiamo solo speso, perché quello che abbiamo speso oggi lo possiamo recuperare. Non è importante quanto spendi ma quando guadagnano e il nostro top limite salariale è di mezza tavola. Alcune volte non c’è senso di ciò che si parla. Penso che Caqueret, Da Cunha e Perrone sono giocatori offensivi, anche Nico Paz e Baturina. Quando tutti i giocatori vanno con la stessa idea di calcio e si capiscono, l’allenatore ti può dare l’idea di calcio però alla fine il calcio è dei giocatori. Io aiuto o provo ad aiutare i ragazzi in un certo modo, poi dopo ci sono situazioni che gestiscono meglio di come posso dire. Non credo del calcio robotico perché alla lunga ti dà meno. Stiamo in un buon momento di gioco, oggi era molto importante. Fare una partita così contro il Milan, perderla, e rialzare la testa è la cosa più difficile da fare. Maurizio è un genio, l’ha dimostrato in Italia e in Inghilterra, vincendo l’Europa League. Ha un’idea molto particolare e mi piace molto, ho imparato molto da lui e mi piace molto. Ricordo tante cose che metto al tavolo di quando lui era il mio allenatore»
Voi giovani allenatori vi sentite penalizzati dai cambiamenti regolamentari?
«Difficile dirlo, mi sono preparato con un’idea di calcio che piano piano si adatta. Penso che non è un problema solo per i giovani allenatori, chi è più esperto ha più facilità, si adatta più velocemente. Per me il fuorigioco è un cambiamento per il quale sono contrario, cambierà il calcio, perché le squadre che vogliono difendersi giocando in avanti, il difensore può guadagnare spazio. Sono filosofie che abbiamo conosciuto molto bene come l’Atalanta che quando va a uomo rischia molto, adesso è penalizzato di più l’attaccante. Si giocherà molto di più a blocco basso.
Avete preparato la partita in relazione alla difesa di Sarri?
«Non c’è tempo per allenarsi, devo spendere tanto tempo in sala video per dare la mia idea. Oggi abbiamo deciso così e l’abbiamo interpretata bene, ma l’abbiamo preparata solo ieri. Siamo abituati a lavorare tutta la settimana e per me è più facile. In questo momento arriviamo da qualche settimana in cui non abbiamo questo tempo e per me come allenatore e per i ragazzi è più difficile. Sono sempre novità nel nostro percorso, sono contento perché loro trovano sempre l’energia. Io sono esigente e spingo tanto e provo sempre a spremerli al massimo e far uscire tutto. Quando sei troppo giovane e non sei abituato non è facile e per questo trovare soluzioni così è importante per noi»