Le parole del nuovo acquisto della Lazio Kenneth Taylor durante la conferenza stampa di presentazione nel Centro Sportivo di Formello
«Le mie prime impressioni sono positive, il club mi ha dato un buon benvenuto così come i compagni»
Sei un giocatore importante, cosa ti ha spinto ad accettare la Lazio?
«La Lazio ha un ottimo progetto ed è un grande club. Ho parlato con il presidente e con il direttore che mi hanno convinto»
Come ti sei trovato nei meccanismi di Sarri? Ti senti pronto a diventare il punto di riferimento della Lazio?
«Non è stato facile, ma con l’Ajax ho giocato così anche l’anno scorso»
Che significa per un giocatore cresciuto nell’Ajax scegliere l’Italia? Cosa ti ha spinto?
«È una delle accademie migliori del mondo, è una sensazione meravigliosa. Oltre a essere uno dei migliori campionati del mondo si gioca un calcio complesso che mi fa crescere»
Cosa ti chiede il mister? Ti trovi bene come mezzala sinistra o destra?
«Per me è uguale. Il mister mi chiede un palleggio veloce e provare a segnare dei gol»
Quali sono i tuoi obiettivi personali? Cosa può darti il campionato italiano?
«La Serie A è uno dei campionati maggiori. Per me la squadra viene prima, se va bene la squadra vai bene anche tu»
Hai incontrato la Lazio lo scorso anno, ha influito nella tua scelta il cammino in Europa?
«Si hanno giocato una grande partita, forse un po’ (ride, ndr)»
Ci sono similitudini con Farioli?
«Si è simile all’anno scorso, ma è presto per dirlo. Posso giocare anche davanti alla difesa, andavo bene l’anno scorso in quella posizione».
Sei sorpreso dal calore dei tifosi? Hai avuto modo di parlare con i compagni? Come ti stai trovando?
«I tifosi sono stati incredibili. I compagni specialmente a centrocampo, ci ho parlato non per molto, ma stanno cercando di aiutarmi».
Cosa ti ha portato a lasciare l’Ajax? Ti è stato prefissato un obiettivo di squadra?
«Ho giocato quasi 200 partite con l’Ajax e a volte senti l’ambizione di fare di più. L’obiettivo è tornare in Europa».
Sei mancino naturale ma giochi anche con il destro, come è nata questa caratteristica? Eri molto attento a seguire Cataldi, quanto è stato complesso?
«Sono cresciuto con mio padre e ho imparato con lui . Cataldi mi ha aiutato tantissimo, quando c’è un giocatore di esperienza che ti parla puoi solo ascoltarlo».
Hai parlato con qualche giocatore olandese del passato? Ti hanno paragonato a Kross, chi ti ispira maggiormente?
«Non mi sento di dire di essere simile a lui. Mi ispiro a Xavi e Iniesta».