Le parole del presidente della Lazio Claudio Lotito nel corso della conferenza stampa di presentazione di Kenneth Taylor e Petar Ratkov.
Su Ratkov – «Con grande piacere oggi siamo qui a presentare due giocatori, perché riteniamo possano costituire valori aggiunti. Non sono giocatori scelti a caso, ma sono seguiti da tanto tempo dalla sala scouting che fa monitoraggio 365 giorni all’anno e abbiamo attenzionato anche questo giocatore (Ratkov, ndr). Quando Castellanos ha chiesto di andare via avevamo già la soluzione. Riteniamo sia un giocatore importante che sicuramente costituirà un valore aggiunto»
Su Taylor – «Taylor penso sia un giocatore abbastanza conosciuto. Pure qui è stato fatto un avvicendamento non voluto dalla società. Guendouzi ha chiesto di essere ceduto e lo abbiamo accontentato. La filosofia di questa società non è più quella di trattenere obtorto collo i giocatori. La Lazio è un punto di arrivo, non di partenza, i calciatori che arrivano devono lottare per questi colori. Non stiamo facendo le svendite, il DS sta facendo un lavoro importante. Non c’è improvvisazione, con la sala scout selezioniamo quelli che dobbiamo prendere. Sono giocatori che hanno la testa oltre che i piedi. Per quanto concerne il centro campo il direttore ha scelto Taylor. Dimostra duttilità nel gioco e nell’approccio mentale alla partita.
L’obiettivo è tornare in Europa? Ci saranno altri acquisti a centrocampo o il mercato è finito?
«Il mercato chiude il 31 gennaio, non dobbiamo per forza comprare. Facciamo le valutazioni tecniche, economiche e caratteriali del giocatore e se c’è modo di accrescere il tasso tecnico della squadra lo prendiamo. Abbiamo tanti esuberi, ci è stato impedito di fare mercato altrimenti avremmo avuto altre situazioni. Per fortuna che il direttore aveva allestito una squadra competitiva, tanto è vero che ci chiedono i giocatori. Non ci poniamo limiti, partiamo in una posizione in classifica di un certo tipo, oltre al blocco c’è stata anche una serie di infortuni e squalifiche non preventivabili che hanno penalizzato il risultato delle partite. L’obiettivo è dare il massimo, dipende anche dalle altre squadre. Chiaramente lavoreremo per riportare la Lazio in Europa, non in Conference. Stiamo allestendo una squadra competitiva, già lo è in partenza. Poi parla il campo. Vorrei chiarire che la Lazio non fa la collezione delle figurine panini. Valutiamo i giocatori per quello che sono, dal punto di vista tattico, tecnico e caratteriale»
Sarri ha indicato la necessità di aggiungere giocatori per rinforzarla, serve aggiungere elementi alla rosa a centrocampo
«A centrocampo abbiamo Cataldi, Vecino, Rovella, Dele-Bashiru, Belahyane, Taylor, 6 giocatori per tre ruoli. Poi possono non piacere dal punto di vista tecnico. La squadra la fa la società, l’allenatore da indicazioni tecniche che servono e noi scegliamo i giocatori. Pensate quante società se avessero avuto il mercato bloccato che campionato avrebbero fatto»
«A casa mia comando io, delle battute e delle considerazione non mi interessa. Noi non abbiamo nascosto a nessuno che il mercato era bloccato perché nessuno lo sapeva. Ci hanno creato un danno di 90 milioni, lo avevamo venduto a 45 milioni questa estate. I giocatori possono valere o meno, ma se entriamo nella qualità tecnica dei giocatori, se ce li chiedono vuol dire che valgono. Belahyane ce lo hanno chiesto e non lo abbiamo dato perché non abbiamo i sostituti. Quando la Lazio va su un giocatore si scatena il putiferio, vuol dire che sono di qualità. Io non prego nessuno, prego solo la domenica in chiesa. Se un giocatore non vuole venire non viene. Raspadori non è Maradona, vedremo il nostro e vedremo quello che farà lui. Il ruolo dell’allenatore è formare i giocatori»
Sull’accademy? Ha pensato di fare un ricorso alla giustizia sportiva per il blocco del mercato?
«Siamo nel rush finale. Adesso stiamo nella fase definitiva, spero nel giro di un mese di poter completare i lavori. Sono previsti sette campi, una scuola, una foresteria e una chiesa. Questi sono i lavori che verranno realizzati. Ci sono state una serie di difficoltà, perchè non tutti gradiscono che la società faccia l’accademy. Per quanto riguarda il blocco, ringraziamo Dio che quella competenza è stata estrapolata dalla Lega. Ho un elenco delle cose per cui dovrei fare ricorso. Spero che la giustizia sportiva venga estrapolata dalla FIGC»
La Lazio sta cercando un centrocampista in più
«La Lazio ha il mercato aperto 365 giorni l’anno, noi abbiamo interesse ad accrescere il valore della rosa, per creare una rosa che sia consona e compatibile con le esigenze del tecnico. Stiamo facendo delle scelte, ci sono giocatori che non giocano e ci poniamo delle domande»
Se Conference?
«Non ci fasciamo la testa prima di rompersela. Sarri non la gradisce e io condivido. È una competizione che crea solo danni ad un club che è strutturato. L’aspetto cronologico è importante, prima chi faceva il giornalista è sottoposto a delle situazioni che oggi non ci sono più. Prima il capo redattore ti bloccava il testo se non verificavi la notizia. Oggi date la vostra interpretazione. Prima ho voluto specificare che l’Europa ha tre competizioni, noi non aspiriamo ad andare in Conference. Lo stesso discorso per la Supercoppa in Arabia, che Sarri ha visto come un impiccio. La Lazio sa quello che fa, ha un percorso ben programmato, ha una situazione economico patrimoniale ben importante. Noi in silenzio non mettiamo le bandiere e facciamo quello che dobbiamo. Siamo concentrati su Accademy, Stadio e quotazione al Nasdaq. Riteniamo che sia stato molto apprezzato nell’ambiente americano e potrà far fare un ulteriore salto mondiale dell’azienda. Io mi sono sobbarcato 550 milioni di debiti, altri club hanno preferito altre strade. Nel 2027 finiscono finalmente i debiti delle pregresse situazioni non create da me. Finalmente a novembre sarà tutto finito. La Lazio recupererà 30 milioni di cassa. Io sono un padre di famiglia, devo fare la formica, non la cicala. Ringrazio i miei predecessori, se non avessero fatto quello che hanno fatto oggi non ci sarebbe la Lazio. Siamo una società strutturata che non fa le collette per andare in trasferta. Non ci sono debiti, non ho acceso mutui o leasing. Siamo la società più patrimonializzata d’Italia»