“Metterei in parallelo ciò che è stato ascoltato durante il gol di Davis con il mancato rigore a Roma Genoa. Non entro nel merito, la Roma avrebbe sicuramente vinto, sono sconcertato per le dichiarazioni tra Var e arbitro. E’ avvilente, sono errori che in campo posso comprendere, ma con le telecamere no. C’è chi dice al Var che è mano, quindi già lì bisognerebbe fischiare, e invece si lascia correre. Io trovo in questo dialogo che ci hanno fatto ascoltare molta incertezza, mancanza di personalità e incapacità. Viene detto prima che è mano, poi dicono che il braccio è congruo, c’è immediatezza e non c’è immediatezza. Decisione presa quindi a pari e dispari. Di fronte a tanta incertezza e incapacità nel decidere, avrei almeno richiamato l’arbitro al Var. La zona grigia permette di andare verso il bianco o verso il nero come ci fa più comodo”.
Queste le parole di Stefano Mattei nel corso della mattinata nella trasmissione “Quelli che…” sui canali 98.100 di RadioseiLazio.
L’opinionista ha poi proseguito: “La Lazio in questo momento è isolata da tutto. Sulle parole di Rocchi di solito si preparano le risposte in base alle domande che uno prevede. In questo caso si preparano le domande in base alle risposte che devono essere date, l’interlocutore già sa cosa rispondere. A prescindere la cosa preoccupante è quando dice che secondo lui tutti i falli di mano fischiati non li fischierebbe. Sbaglia perché un giocatore con quei tocchi di mano che sono irregolari traggono grande vantaggio. C’è quindi una capacità anche nell’interpretare proprio il calcio. Se la trasmissione OpenVar salta, i tifosi non si mettono a piangere. Rocchi sa benissimo che nessuno lo metterà in discussione quindi non si dimetterà, quella frase dove minaccia le dimissioni se la può permettere tranquillamente”.