“Quelli che…”, Luca Salerno: “Non c’è un criterio univoco per spiegare l’immediatezza, la Lazio è stata fortemente penalizzata da episodi nemmeno rianalizzati al Var”

“Capisco il cambiamento continuo dei regolamenti, lo dico da ex arbitro, non sono arrivato ai livelli di Serie A, ma avevo dimestichezza con il regolamento, cosa che oggi è impossibile avere. Sono rimasto male perché aldilà delle modalità, successo a 10 secondi del fischio finale, è talmente fondamentale il tocco di mano del giocatore per segnare che non si può non annullare. Il giocatore ha usufruito di un vantaggio toccandola col braccio per poter segnare. Non ci hanno spiegato in cosa consiste l’immediatezza. Uno sport così importante come il calcio non può essere affidato a chi deve interpretare. Non c’è un criterio univoco per spiegare l’immediatezza, non riesco a capirlo. Poi così si scatenano le polemiche. Quello che è successo è una spia importante, è successo alla Lazio e non a caso. Se fosse successo ad altre squadre l’arbitro sarebbe andato al Var. Sono 6/7 gare che subiamo episodi quantomeno dubbi, non è una casualità. Chi sta nel campo sa che la Lazio è un pungiball perché la Lazio non protesta, se lo si fa vengono fatti comunicati contro l’allenatore oppure si protesta dopo e male. Il comunicato che viene messo sui social lascia il tempo che trova. E’ un discorso di sistema che va fatto. E’ evidente che la Lazio è stata fortemente penalizzata da episodi nemmeno rianalizzati al Var. Bisogna capire che è la conseguenza di una politica societaria che permette a chiunque di fare con la Lazio quello che si vuole”. Queste le parole di Luca Salerno nel corso della mattinata nella trasmissione “Quelli che…” sui canali 98.100 di RadioseiLazio.

Luca Salerno ha poi proseguito: “A me la Lazio dà la sensazione di essere una squadra che sta dando tutto quello che ha. Bisogna fare un monumento a Sarri, tanti punti sono merito suo. Se avessimo avuto un altro allenatore eravamo vicini alla zona a rischio. Grazie a lui possiamo parlare di una possibile qualificazione in Europa. Dopodiché abbiamo sempre continui infortuni, ancora non sappiamo quando tornerà Rovella. C’è un dato molto chiaro, la Lazio ha grossi problemi di realizzazione, Noslin non è un bomber, Castellanos non è in forma ma non è un bomber nemmeno lui, bisogna intervenire. Lo sapevamo anche a inizio stagione, andato via Immobile non abbiamo più la punta che va in doppia cifra. Difendiamo molto bene, ma l’attacco non è all’altezza e il calcio prevede il gol nella porta avversaria. Non so cosa succederà a Gennaio e non voglio creare false aspettative. Questa stagione è andata così e stiamo facendo anche di più di cosa ci aspettavamo. Speriamo di non vedere altri torti arbitrali. Nonostante tutto non credo all’Europa. Non toccherei la difesa, anche se non abbiamo interpreti perfetti, perché continuiamo a giocare con Lazzari che non è di alto livello. Interverrei anche a centrocampo, a Udine siamo stati con un centrocampo molto adattato. Il minimo sindacale sarebbero due innesti a gennaio, speriamo di qualità. L’anno solare sta finalmente finendo, anche il finale della scorsa stagione non è stato granché. La speranza è che il 2026 sia meglio del 2025, ma ci vogliono sforzi importanti da parte della società per rilanciare la Lazio”.

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