Al termine di Udinese-Lazio arrivano, come di consueto, le pagelle del nostro direttore, Guido De Angelis.
PROVEDEL 5,5 – Non ha grandi colpe, era stato praticamente inoperoso fino al recupero. Sul fallo di mano di Davis avrebbe dovuto cominciare a sbracciarsi e protestare. Poi, forse avrebbe potuto fare un passo in più verso destra, perché l’inglese poteva calciare solo lì. Non mi è piaciuta la reazione timida anche dopo la rete dell’1-1. Era l’unico che poteva accorgersi in diretta del fallo di mano, e in effetti se n’è accorto perché ha alzato il braccio. Ma mi sarei aspettato una maggiore veemenza, dato che ci stavamo giocando tanto…
MARUSIC 5,5 – Puntuale per tutta la partita, nel finale ha l’enorme demerito di non aver steso Zaniolo: a dieci secondi dalla fine me lo aspettavo più cattivo, invece non ha fiutato il pericolo. O meglio, ha provato a commettere fallo, ma in modo troppo lieve. E quando Davis è entrato in area, si è inspiegabilmente allontanato…
GILA 4,5 – Cerca in tutti i modi di farci prendere gol, così Sarri lo toglie a 5’ dalla fine. Si perde Ekkelenkamp che colpisce di testa nel primo tempo, poi commette una clamorosa ingenuità facendosi strappare il pallone da Kamara da ultimo uomo e regalando una conclusione a Davis. Non contento, in una delle sue avventure anarchiche perde il pallone e manda in porta l’Udinese. Svagato e presuntuoso, ha rischiato di rovinare la partita. Già nel primo tempo Davis gli aveva sottratto il pallone a un palmo dal naso senza che lo spagnolo riuscisse a proteggere la rimessa dal fondo. Atteggiamento sbagliato, scarsa concentrazione.
PROVSTGAARD SV – Entra per dieci minuti e non è giudicabile. Con tutta la linea è troppo schiacciato sulla porta e non esce su Davis sul pareggio.
ROMAGNOLI 6,5 – Fa tutto bene, confermandosi leader silenzioso di una difesa che anche oggi aveva concesso poco o nulla. Tra i più furiosi nel finale, quando va dal quarto uomo e gli urla in faccia: “Sempre a noi, sempre a noi!”. Fare prestazioni del genere e vedersi sottrarre punti per l’ennesimo torto arbitrale è veramente irritante.
PELLEGRINI 6,5 – Molto applicato in difesa, in costante proiezione offensiva in avanti. Sta crescendo in continuità durante la gara e ormai è diventato titolare fisso per Sarri. Sente la partita e non si sottrae ai duelli più accesi, anche con qualche blocco proibito.
LAZZARI SV – Entra solo per la cocente delusione nel recupero.
BELAHYANE 6+ – Non aveva mai giocato con Sarri e nell’intero 2025 vantava una sola titolarità, a Bergamo con Baroni. Regge 90’, fa ammonire Karlstrom, strappa a Zaniolo un pallone che vale quasi quanto un gol. Propositivo, è il più piccolo di tutti ma lui non lo sa e va comunque a lottare. Apprezzabile la fase di filtro, come le prime pressioni feroci. Coinvolto, senza strafare. E con discreto palleggio.
CATALDI 6,5 – Forse rischia all’inizio intervenendo su Davis in area, poi spende un giallo di generosità e si innervosisce. Ma per l’ennesima volta non ha sbagliato un pallone, si è caricato la squadra sulle spalle, ha tenuto quasi da solo un centrocampo inedito ed è stato il primo a farsi sentire con l’arbitro, da capitano aggiunto. Il migliore di questa prima parte di stagione.
VECINO 6,5 – In crescita, aveva disputato un’intelligente gara di contenimento ed anche trovato il gol che aveva stappato la partita, complice una deviazione di Solet. Ha tenuto oltre ogni più rosea aspettativa.
CANCELLIERI 6,5 – Qualche giocata d’autore in uscita, sta imparando a sacrificarsi come Zaccagni e ci fa respirare con saggezza tattica. Vince qualche duello in velocità con Bertola e Solet, purtroppo è troppo leggero in zona gol: nella ripresa opta per un mancino morbido a giro invece di voler spaccare il mondo. Ma mi è piaciuto.
ISAKSEN 5 – Era entrato anche bene, ma pesa come un macigno quel gol divorato davanti ad un fortunato Padelli. Trattasi di un momento sliding-doors della partita, maledizione! Nel finale non gestisce bene qualche ripartenza, servendo in ritardo Castellanos.
CASTELLANOS 5,5 – Non entra subito in gara ed è spento e meno velenoso del solito nei contrasti. Morbido, troppo morbido. E ora rischia seriamente il posto.
NOSLIN 6,5 – Non ruba l’occhio e si vede che non è un centravanti classico da come gestisce l’occasione (grossa) nel recupero del primo tempo, impiegando una vita a raggiungere l’area piccola e rimanendo decentrato, per poi farsi chiudere in angolo da Kristensen. Ma è sempre vivo, lega i reparti e colpisce un palo con un gran destro che avrebbe meritato miglior sorte. Cala un po’ alla distanza, ma non mi è dispiaciuto.
ZACCAGNI 5,5 – Sempre generoso, ma poco coinvolto in zona gol. Avrebbe potuto fare molto di più in avanti, dove è stato praticamente un fastasma. Nel finale sciupa in modo clamoroso il vantaggio, pensando di lanciare Castellanos invece di tenere la sfera. Il risultato è che colpisce in pieno Palma e l’Udinese va in porta. Detto ciò, se ci fosse il Var staremmo parlando di un’ingenuità veniale.
SARRI 7 – Avremmo vinto un’altra volta per 1-0 su un campo dove avevano perso quasi tutte, comprese Atalanta e Napoli. Soffriamo poco, riusciamo a costruire tre chances da rete e andiamo in vantaggio. Il tutto senza i soliti 8 assenti e con una mediana atipica. Organizzazione tattica e tanta grinta non sono bastate: l’ennesimo torto arbitrale ci condanna alla terra di nessuno.
ARBITRO E VAR 2 – Che Colombo possa non accorgersi in dinamica del braccio di Davis può anche starci. Che il Var non lo richiami e controlli soltanto il primo tocco di mano è gravissimo. Non c’è alcuna fretta: è l’ultimo episodio del match, la partita è praticamente finita e bisognerebbe sviscerare ogni frame, ogni possibile immagine. Invece, a quanto pare, ormai si può segnare un gol anche dopo aver stoppato la sfera con la mano. Siamo sempre i primi a fare giurisprudenza, e oggi perdiamo altri due punti in malo modo.