Lazio, l’avventura di Nani in biancoceleste: tra aspettative e delusioni

Era il 31 agosto 2017 e la piazza biancoceleste si preparava ad accogliere in visibilio l’arrivo dell’ala portoghese Nani. Nell’ultimo giorno di calciomercato la Lazio aveva infatti raggiunto un accordo con il Valencia per un prestito con diritto di riscatto. Le aspettative erano alte, visto il suo curriculum di tutto rispetto. Il popolo laziale non vedeva l’ora di vederlo in campo. Il numero 7 fa il suo esordio in un clima di festa, nella partita vinta per 6-1 contro il Sassuolo, senza lasciare però il segno. Arriva anche poi la prima presenza in Europa, nella vittoria per 1-3 contro il Nizza, con la doppietta del sergente Milinkovic-Savic. Anche lì Nani disattese le aspettative. A dieci giorni di distanza segna la prima rete in maglia biancoceleste contro il Benevento, nella sfida conclusa per 1-5, segnando il quinto gol. Il campionato si concluderà per lui con soli 3 gol segnati, per esattezza contro Chievo e Udinese, per poi tornare allo Sporting Lisbona.

Essendo arrivato a 31 anni, ancora nel pieno della carriera, tutta la piazza biancoceleste era in visibilio per il numero 7. Purtroppo però, anche a causa del minutaggio non elevato, e forse anche del modulo non adatto all’esterno, ricordiamo quell’anno il 3-5-1-1 con la scoperta di Luis Alberto da parte di Inzaghi che lo mise sotto punta dietro a Immobile, così non è stato. Purtroppo la speranza di vedere Luis Nani alla Lazio, come ai livelli del Manchester United, rimarrà solo un bellissimo sogno.

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