«Mercato? Domani è il giorno X. Da quello che so, quasi sicuramente la Lazio sarà costretta a fare un mercato a saldo zero, però c’è questa novità che rende più facile ripianare il deficit che una società può avere rispetto al costo del lavoro allargato. Io credo che a gennaio il mercato potrà essere libero, con due conseguenze positive: 1) la Lazio potrà fare rinnovi al rialzo e 2) non si presenterebbe al vaglio del controllo dei conti di marzo con una sanzione alle spalle e quindi non rischierebbe in alcun modo il blocco del mercato in estate. Sarebbe, dunque, illogico non immettere quei pochi milioni necessari per risanare il deficit. Se si sistemasse adesso la situazione, non si rischierebbe il blocco del mercato estivo in caso di mancato rispetto della soglia dello 0,7 a marzo: al massimo si rischierebbe il saldo zero». Queste le parole di Giulio Cardone nel corso della mattinata nella trasmissione “Quelli che…”, in onda sui canali 98.100 di RadioseiLazio.
L’opinionista ha poi proseguito: «Lazio-Cremonese? È stata tutta una conseguenza di quanto successo a Parma. È chiaro che ci siano anche delle colpe specifiche, però in generale è difficile giocare con questa situazione arbitrale. È una gestione che crea alla Lazio una difficoltà dopo l’altra. Sabato i rigori su Noslin e Castellanos erano netti. Tra l’altro, nel mondo del calcio siamo abituati a vedere tentativi di compensazione da una domenica all’altra per rimediare a eventuali errori; con la Lazio, invece, si infierisce. La squadra è furibonda per questa situazione».
Infine: «La cosa incredibile è che nessuno, all’interno della società, ci metta la faccia, rischiando anche un’eventuale squalifica. La squadra va protetta, tutelata. Quanto detto, seppur in modo civile, da Luca Pellegrini – ovvero che qualcosa non torna – è del tutto corretto: 1) nove falli della Cremonese a inizio partita e zero ammoniti, mentre Pedro è stato ammonito al primo fallo commesso, nonostante si trovasse a settanta metri dalla porta; 2) Romagnoli ammonito per essere intervenuto in scivolata su Cataldi; 3) retropassaggio al portiere non segnalato; 4) fuorigioco fischiato su rinvio dal fondo. Tutto questo tralasciando la questione dei rigori. È una gestione sconcertante»