“Quelli che…”, Cardone: “Lazio al Nasdaq operazione simbolica. Basic? La Lazio farà ricorso. Sul Taty…”

«Lazio al Nasdaq? Quella di ieri è stata soprattutto un’operazione simbolica, molto enfatizzata dalla società biancoceleste anche sul piano mediatico. Non eravamo abituati a essere travolti da una sequenza di comunicati, filmati, discorsi, etc. All’interno della Lazio esiste l’idea di questo percorso di quotazione attraverso un’altra società. Una società di calcio, infatti, non può quotarsi direttamente al Nasdaq: può farlo solo tramite un’azienda collegata, attiva nel settore tecnologico, come avviene per grandi società di telecomunicazioni o telefonia. Attraverso quel tipo di ramo è possibile collocarsi in borsa al Nasdaq. L’iniziativa è riconducibile a Emanuele Floridi, responsabile della comunicazione della Lazio, una figura che ha poco a che fare con il tradizionale ruolo di addetto stampa a cui eravamo abituati. Floridi si muove, di fatto, come una sorta di direttore generale e questo emerge chiaramente in ogni sua azione. È una figura che ha delle connessioni con il presidente Lotito come direttore generale, non come addetto stampa. È Sinibaldi, infatti, a restare il punto di riferimento per la stampa. Floridi ha contatti a New York e un passato legato al mondo dei diritti televisivi, settore nel quale ha svolto un lavoro importante». Queste le parole di Giulio Cardone nel corso della mattinata nella trasmissione “Quelli che…”, in onda sui canali 98.100 di RadioseiLazio.

L’opinionista ha poi proseguito: «Mercato? Lotito si è pericolosamente sbilanciato con alcune promesse fatte l’altra sera alla cena di Natale. Ha detto “sono fiducioso” e ha fatto le famose tre promesse: il Flaminio, l’Academy e, infine, i rinforzi. La frase chiave è stata: «la squadra sarà più competitiva rispetto a oggi». Sarri chiede rinforzi in tre ruoli ed è evidente che ci si aspetta risposte concrete in quella direzione. L’auspicio è che non si ripeta quanto accaduto in passato con Tare: il direttore sportivo che magari riesce a impostare e chiudere un’operazione, salvo poi trovarsi di fronte al veto di Lotito. In casa Lazio, infatti, l’ultima parola del presidente è spesso più determinante rispetto a quanto accade in altre società. Un esempio è il caso del Taty: dal Brasile filtra l’intenzione del Flamengo di presentare un’offerta da 22,5 milioni di euro. Ma se la richiesta di Lotito resta fissata a 40 milioni, è evidente che la trattativa rischia di non decollare. Peraltro, da dove nasce una valutazione simile? Qualcuno, da qualche parte nel mondo, deve aver messo sul tavolo una cifra del genere, altrimenti è difficile spiegarsela. In ogni caso stiamo sottovalutando l’aspetto principale del mercato: per chiudere un contratto serve sempre l’assenso del calciatore. Per quanto mi risulta, il Taty non avrebbe intenzione di andare in Sudamerica e punterebbe piuttosto alla Premier League. Credo che a una cifra compresa tra i 27 e i 30 milioni di euro l’operazione potrebbe andare in porto, soprattutto se la Lazio avesse la garanzia di poter inserire un sostituto gradito a Sarri, come Raspadori. I nodi sono due: l’accordo tra i club e, soprattutto, le intenzioni del Taty. Le ultime partite dell’anno saranno importanti sotto questo aspetto: Castellanos deve ritrovare la condizione, perché non è quello visto nelle ultime uscite. Anche in passato si è infortunato nei suoi momenti migliori, sia nella scorsa stagione sia in quella attuale. Gli infortuni, però, non possono essere considerati un’attenuante: fanno parte del pacchetto di un calciatore. Parliamo comunque di un giocatore nel giro della Nazionale argentina, in corsa con altri due per l’ultimo posto disponibile in vista del Mondiale. La probabile formazione per sabato? Provedel; Marusic, Gila, Romagnoli, Pellegrini; Guendouzi, Cataldi, Vecino; Cancellieri, Castellanos, Noslin. L’ipotesi di Tavares esterno alto resta più un piano B, da utilizzare a gara in corso in un possibile 4-4-2».

Infine: «Gli episodi di Parma-Lazio? La Lazio presenterà ricorso per Basic e si attende di capire se ci sarà la possibilità di avere il centrocampista croato a disposizione per la trasferta di Udine. Non vedo come la Lazio possa non vincere questo ricorso, perché le immagini appaiono piuttosto chiare: non c’è stata alcuna condotta violenta. Il giudice sportivo, del resto, è un esecutore. Decide all’interno delle possibilità concesse dal referto arbitrale: se nel referto compare la dicitura “condotta violenta”, il giudice può stabilire se infliggere due o tre giornate di squalifica. Con il ricorso, però, si apre una nuova procedura, nella quale la società può esporre le proprie ragioni e giocarsi le proprie carte. Con il ricorso non si contesta la decisione del giudice sportivo, ma quanto riportato nel referto dall’arbitro. La Lazio ha la possibilità di supportare il ricorso con le immagini e per questo credo che qualche chance di successo possano esserci. Ad Open Var parlano gli arbitri, ma manca il contradditorio: un’altra occasione persa, così come è successo con l’utilizzo stesso del VAR».

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