Al termine di un Parma-Lazio da cardiopalma arrivano, come di consueto, le pagelle del nostro direttore, Guido De Angelis, che ha dato voti e giudizi ai protagonisti biancocelesti del match del Tardini.
PROVEDEL 7 – Ottava porta inviolata stagionale, c’è l’evidente zampino di Sarri sul nostro portiere ritrovato. Nel primo tempo compie un buon intervento su Bernabé, nella ripresa la sua parata su Estevez salva il risultato e ci regala due punti in più. Vale come il gol di Noslin. Dà sempre sicurezza alla retroguardia.
MARUSIC 6,5 – Soffre i cross di Valeri, ma nel primo tempo sfiora anche il gol, trovando il salvataggio decisivo di Estevez sulla linea di porta. Tante rincorse preziose, tiene bene nella ripresa nonostante l’inferiorità numerica.
PATRIC 6,5 – Tornava titolare ad un anno esatto di distanza (quel tremendo 0-6 con l’Inter) ed ha retto per ben 70 minuti. Giganteggia su Pellegrino, che avrebbe una ventina di chili e una dozzina di centimetri in più. Non se ne accorge nessuno: lo spagnolo lo anticipa spesso e viene esaltato da Sarri in conferenza. Ci fa anche uscire con ottima tecnica. Anni fa Sarri lo ha trasformato in un veterano, inventandogli un ruolo in cui non ci saremmo mai aspettati di vederlo.
ROMAGNOLI 7 – Le prende tutte con Pellegrino, perdendolo soltanto una volta nella prima frazione. La linea di Sarri ne esalta le caratteristiche, ma Alessio ci sta mettendo tanto del suo. Non si distrae mai, tenendo sempre l’attenzione alta, anche quando Provedel non riesce a trattenere in avvio di ripresa un mancino ravvicinato di Pellegrino. E alla fine non soffre neppure tanto…
PELLEGRINI 6,5 – Rientra al posto di Tavares e si conferma – anche da neo-papà – in un ottimo momento di forma. Applicato, non commette sbavature in uscita e nella ripresa si esalta in fase difensiva con due diagonali determinanti su Bernabé, che si getta in area di rigore sfruttando l’uomo in più. Conduce anche le ripartenze gladiatorie della nostra Lazio nella ripresa.
GUENDOUZI 6,5 – Non ruba l’occhio, ma c’è sempre. Sostanza e polmoni (doppi rispetto al solito), fa la solita buona fase di filtro e mantiene lucidità fino agli assalti finali dei padroni di casa.
CATALDI 8 – Tra lo strepitoso e l’eccelso, è stato tatticamente mostruoso. Capitano con la faccia pulita, è come se la fascia l’avesse lui. Disputa una partita sontuosa: è su tutti i palloni, li smista con ottima tecnica e non sbaglia una scelta. La chance di Basic nel primo tempo nasce da una sua sventagliata per Zaccagni a dir poco illuminante. Sa quando imbucare, sa quando accorciare e quando giocare semplice. Verticalizza, detta i tempi, fa respirare la squadra. Dà anche il là al gol di Noslin, ma è solo la ciliegina su una prestazione straordinaria. Da migliore in campo per distacco.
BASIC 6 – Aveva disputato un’altra gara intelligente, sfiorando anche il gol con un mancino che ha chiamato il portiere del Parma Corvi ad un’ottima parata. Poco prima aveva calciato un’ottima punizione. Gioca spesso di prima, nella ripresa fa addirittura l’ala del 4-4-1 di Sarri, tenendo bene la posizione. Avrebbe meritato l’ormai classico 6,5, ma con un arbitro così pericoloso avrebbe dovuto evitare di colpire Estevez: la sua ingenuità ci costa il secondo rosso del pomeriggio e complica ulteriormente la partita.
CANCELLIERI 6 – Lavora tanti palloni, sacrificandosi in maniera esemplare quando restiamo in inferiorità. Più ripiegamenti che occasioni da rete. Una la avrebbe pure, ma il suo destro viene murato dal portiere. Un rientro da titolare tutto sommato positivo.
CASTELLANOS 5 – Avrebbe voglia di spaccare il mondo, ma non basta: chiude la sua gara senza occasioni da rete, venendo limitato in grande serenità dalla difesa del Parma. Si batte, va in tackle, calcia da fuori, ma è complessivamente innocuo e inoffensivo.
ZACCAGNI 6 – Commetterebbe una sciocchezza da 5 in pagella, se non fosse che il suo intervento su Estevez non è mai da cartellino rosso. Prima di lasciarci in dieci al 42’ si era ben comportato, servendo un assist a Basic e giocando tanti palloni.
SARRI 8 – Contro tutto e tutti, centriamo una vittoria storica in nove contro undici. Era accaduto soltanto una volta (al Milan) nella Serie A a venti squadre. Ha compattato la squadra, gli ha tolto ogni alibi, e in piena emergenza ha dato un’anima fortissima alla Lazio. Giù il cappello per il Comandante.
I cambi
PROVSTGAARD 7 – Venticinque minuti da dominatore dell’area di rigore. I palloni alti sono tutti suoi, eppure i rivali Cutrone, Pellegrino e (soprattutto) Djuric sarebbero delle colonne. Un grande impatto.
DELE-BASHIRU 6 – Entra tutto sommato bene per l’ultimo quarto di gara. Saluterà da domani mattina, partendo per la Nigeria verso la Coppa d’Africa.
NOSLIN 7,5 – Come con Torino e Lecce, sfrutta ancora alla grande la chance in corsa. Si batte su ogni pallone, farebbe ammonire Troilo ma il signor Marchetti tiene in tasca il cartellino. Pur di tenere in campo la sfera fa schiantare Valenti sulla telecamera a bordo campo, è tarantolato. Crede nell’errore del rivale, gli si mette davanti, gli strappa la sfera, aggira in un colpo solo portiere e difensore e manda il porta il pallone più pesante di questa prima parte di stagione. Esaltante!
VECINO NG – Sarri lo inserisce al posto di Cataldi per la maggiore fisicità in vista degli ultimi spioventi in area piccola. Ha due minuti più recupero per incidere e non è giudicabile.