“Quelli che…”, Cardone: “Keita più una suggestione che altro. Raspadori? Pista percorribile”

«Possibile ritorno di Keita? È una storia curiosa. Lui tornerebbe molto volentieri, ma al momento sembra più una suggestione che altro. Non credo proprio che Sarri si accontenterebbe del senegalese. La questione riguarda soprattutto il fatto che Keita non andrebbe a occupare posti nella lista dei 17 over 22: rientrerebbe, infatti, tra i quattro giocatori cresciuti nel vivaio. Keita oggi ha 30 anni, quest’anno ha segnato due goal e gioca da esterno d’attacco mancino nel 4-2-3-1 del Monza. Ovviamente, però, quello spunto che aveva un tempo non ce l’ha più». Queste le parole di Giulio Cardone nel corso della mattinata nella trasmissione “Quelli che…”, in onda sui canali 98.100 di RadioseiLazio.

L’opinionista ha poi proseguito: «L’esito della nuova Covisoc? Non è che il 16 dicembre ci si debba aspettare necessariamente una comunicazione dalla nuova Covisoc. Da quella data in poi ogni giorno può essere quello buono per conoscere l’esito, ma non dobbiamo aspettarci un comunicato o qualcosa di questo tipo. La FIGC non diffonderà una nota pubblica: parlerà direttamente con la Lazio e solo dopo si vedrà se la società deciderà o meno di esporsi. I quattro milioni per sistemare la situazione? Se vuoi fare calcio e hai la possibilità di mettere quei quattro milioni per aggiustare la situazione, li devi mettere. Fare calcio significa mettere chi lavora per te nelle condizioni di occuparsi esclusivamente degli aspetti tecnici. Si potrebbe fare davvero calcio se questa società decidesse di intervenire in questo modo, investendo quei pochi milioni per risanare la situazione. Rinnovi di contratto? La situazione di Romagnoli è una delle più urgenti. Noi da tempo non stiamo più parlando di campo, ma Alessio sta disputando una stagione incredibile, sta dominando la difesa. Il centrale romano porta con sé una sorta di “contenzioso morale” con la Lazio, legato a promesse passate non mantenute. Un giocatore che potrebbe essere sacrificato? Se il sostituito è all’altezza delle richieste di Sarri, tutti sono sostituibili. Se ci fosse la possibilità di arrivare a Raspadori, che è il preferito di Sarri, allora il sacrificio del Taty si potrebbe anche prendere in considerazione. Dal mio punto di vista, però, io sacrificherei chi non gioca, cioè Mandas. Castellanos non puoi venderlo per meno di 20-25 milioni. Gli agenti di Raspadori stanno proponendo il classe 2000 in Italia, perché lui non sta giocando e così sta perdendo anche la nazionale. Guadagna 3,8 milioni: è una situazione complessa. Con il prestito riusciresti comunque a rientrare nei costi, se il Taty dovesse partire. Quello di Fabiani è un compito molto arduo, ma 25 milioni di plusvalenze possono essere un obiettivo realistico. È qui che deve emergere la rete di rapporti che dovresti essere stato in grado di costruire nel tempo. Questa è una prova anche per la direzione sportiva».

Infine: «Parma-Lazio? È una partita complicata. La Lazio non deve sbagliare l’atteggiamento. Cuesta, l’allenatore del Parma, ha trasmesso alla sua squadra un furore agonistico clamoroso. Ho visto Pisa-Parma e ho visto i ducali combattere davvero dal 1’ al 95’: hanno corso e lottato con una ferocia impressionante. Se la Lazio dovesse andare lì pensando di impostare tutto sull’eleganza del calcio di Sarri, commetterebbe un errore. Bisogna giocare bene, certo, ma serve anche una ferocia agonistica pari a quella di una squadra provinciale che lotta per salvarsi come il Parma. Altrimenti rischi di non riuscire a far valere la tua superiorità rispetto ai crociati. Devi essere predisposto a un certo tipo di partita, una partita di aggressività. La Lazio deve essere pronta a leggere i vari momenti del match. Una vittoria sarebbe fondamentale. Insomma, è un crocevia importantissimo e non a caso i tifosi hanno risposto nuovamente presente».

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