Lazialità festeggia i suoi primi 40 anni di vita. Fondata nel settembre del 1985 da Guido De Angelis, “Lazialità” è stata negli anni un magazine, un tabloid, la rivista ufficiale della Lazio, ma anche un format televisivo e un sito.
Tante anime, un’unica missione: raccontare, custodire e diffondere l’amore per i colori e per la storia della Prima Squadra della Capitale. Un traguardo storico che “Lazialità” continua a festeggiare insieme a tutti i suoi lettori.
Simeone e Mancini: storie da copertina

La redazione di ‘Lazialità’ ha realizzato un libro unico da collezione, ricco di immagini, parole e ricordi per rivivere insieme emozioni, volti e storie che ci uniscono da generazioni. Un volume che ogni laziale dovrebbe trovare sotto l’albero di Natale, un pezzo di storia da custodire, leggere, tramandare.
A breve…sarà in Edicola, intanto prosegue il nostro viaggio nella storia della Lazio e di Lazialità con il confronto, di volta in volta, di copertine iconiche. Oggi ricordiamo due protagonisti che hanno scritto pagine indelebili all’ombra del Colosseo: Diego Pablo Simeone e Roberto Mancini.
La prima immagine ci riporta a novembre 2000. “Lazialità” esce in edicola con il titolo: “Vogliamo 11 leoni” che fa da cornice al volto insanguinato di Simeone, guerriero e simbolo del centrocampo biancoceleste.
La foto era stata scattata alcuni giorni prima, il 17 ottobre 2000, durante un Lazio-Arsenal valevole per la prima fase di Champions League. Nonostante lo scudetto conquistato pochi mesi prima, per i laziali era tempo di lotta, anche perché fuori dal rettangolo verde “si agitavano nubi che non promettevano sole per lungo tempo“.
Da un guerriero a una bandiera

La seconda immagine ci fa compiere un salto in avanti di due anni. E’ il giugno 2002 e la rivista “Lazialità” esce in edicola con una copertina interamente dedicata al neo allenatore della Lazio, Roberto Mancini, ritratto mentre saluta i tifosi a Formello con al collo una sciarpa biancoceleste.
Sotto una scritta: “Forza Mancio“. Un augurio vestito da incitamento per un campione che tanto aveva dato al club da giocatore e che ora era chiamato a traghettarlo dalla panchina e a riportarlo a navigare in acque sicure.
Due protagonisti, due storie laziali. Come un’aquila che, nonostante le tempeste, spalanca di nuovo le ali, così la Lazio, nel corso della storia, ha sempre trovato amore, coraggio e forza per rialzarsi e volare ancora più in alto.