Milan-Lazio, Collu è l’unico a ravvisare un fallo di Marusic. Rocchi: “L’errore del Var è intervenire”

L’episodio della discordia non fa placare le polemiche. Nel corso del pomeriggio Dazn la trasmissione “Open Var” ha consentito di ascoltare i dialoghi tra il Var di Lissone e il fischietto Collu, direttore di gara di Milan-Lazio, in occasione della mancata concessione ai biancocelesti di un possibile calcio di rigore nel finale di gara. Il signor Di Paolo sembra certo della massima punizione e richiama l’arbitro sardo. “Il braccio di Pavlovic sale, la sfera sta andando in porta, Pavlovic fa un movimento e quello di Romagnoli è un tiro in porta. Ti consiglio una revisione”, è l’intimazione al collega via auricolari. Raggiunto il monitor, è proprio Collu a cogliere un presunto fallo di Marusic sul centrale rossonero. “Pavlovic mette il gomito, ma prima c’è un fallo su di lui di Marusic, che lo trattiene. C’è una maglia tirata, dai!”, afferma Collu, che non trova però il conforto di Di Paolo (“Mah, è una tua decisione!”) né dell’Avar, Paterna: “Marusic sta davanti a Pavlovic, però!”. Il direttore di gara è già tornato verso il rettangolo verde e comunica la decisione: niente rigore, si riparte da una punizione per i padroni di casa.

Il designatore Rocchi non ha dubbi. “La direzione era stata ottima. La decisione in questione meritava un check di appena 15 secondi, non capisco cosa possa essere passato per la testa del Var. Quando parlavo ai miei ragazzi di utilizzare una revisione in più, non intendevo che si debba andare sempre al Var, ma di 3-4 episodi in più in un’intera stagione. Non è rigore, ma non c’è neppure fallo di Marusic: è un normale contatto di gioco e la soluzione era di assegnare un calcio d’angolo. Capisco la rabbia della Lazio, ma Pavlovic è a 30 centimetri dal rivale, quella è una pallonata. Il fatto che Romagnoli calci in porta non cambia nulla, il regolamento non dice questo. Se l’arbitro avesse concesso rigore, avrebbe sbagliato”. Nessuna menzione al fatto che episodi analoghi abbiano portato all’assegnazione di calci di rigore nelle prime 13 giornate di campionato. Piuttosto, una tiratina d’orecchie alla panchina rossonera e al tecnico Allegri, reo di aver condizionato la decisione andando a brutto muso con l’arbitro prima della revisione. “Quando i ragazzi vanno al monitor, vanno messi nelle condizioni di lavorare bene. L’espulsione di Allegri è corretta, ma vorrei che chi sta in panchina aspettasse la decisione. L’arbitro che va al monitor deve essere psicologicamente tranquillo”.

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Pensieri e parole di
Guido De Angelis

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