La Lazio batte il Lecce e si porta momentaneamente al settimo posto in classifica. All’Olimpico i biancocelesti hanno la meglio sui salentini grazie alle reti di Guendouzi e Noslin allo scadere. Al termine della sfida il portiere capitolino Ivan Provedel è intervenuto in conferenza stampa per analizzare la sfida. Di seguito le sue parole:
Complimenti per la vittoria e l’ennesimo clean sheet. Facendo una foto alla classifica, la Lazio è a -2 dalla Conference e -6 dalla Champions. Ti aspetti un intervento della società per gennaio?
«Stiamo facendo un percorso iniziato quest’estate. Stiamo migliorando. Sono un giocatore, devo pensare solo a migliorare e fare bene. Complimenti ai compagni per il clean-sheet. Sul mercato non ti posso rispondere, sono felice con i miei compagni».
Il mister ha buone sensazioni per la squadra. Voi che aspettative avete?
«Partendo da una situazione particolare in estate, l’unica cosa che ci siamo detti è che possiamo solo seguire il mister, fare le cose al meglio e crescere. Non ci siamo fatti buttare giù dai risultati brutti avuti all’inizio. Stiamo migliorando e si vede. Per quanto mi riguarda gli unici pensieri sono lavorare e fare bene».
Volevo il tuo giudizio sul tuo inizio di stagione, vedendo il finale della scorsa abbastanza complicato.
«Io ho sempre pensato solo a lavorare e migliorarmi. Purtroppo non ci sono riuscito nella scorsa stagione ma il mio mestiere è questo. Sono contento che il campo sta dando risposte positive perché dà ancora più convinzioni. Portare a casa risultati senza subire è una cosa bella».
Stai cominciando a pensare al tuo futuro? Pensi di poter essere ancora importante per questa Lazio?
«Il campo dirà se posso stare qua ancora. Vediamo, cerco di fare del mio meglio e di mantenere un certo livello che possa convincere di farmi tenere ancora».
Oggi 78 partite in Italia con Sarri. Che rapporto hai con il mister?
«Beh sicuramente il mister mi ha dato tanto dal momento in cui mi ha voluto qui. Una volta che divento un suo giocatore devo però dimostrare sennò non mi fa giocare. Il campo e la partita è una conseguenza del lavoro che facciamo».