“Quelli che…”, Mirra: “L’obiettivo deve essere l’Europa. Fabbian? Buon giocatore, ma forse andrei su altro”

«Difficoltà della gara di domani? La Lazio deve liberarsi dal pensiero della gara dell’anno scorso, che ha tolto tante certezze. I biancocelesti domani devono aspettarsi una partita complicata. Dopo molte prestazioni convincenti c’è stato questo blocco a Milano contro l’Inter, ma non bisogna demoralizzarsi: i nerazzurri sono la squadra più forte del campionato. La Lazio deve continuare a lavorare per il suo obiettivo, che deve essere l’Europa. Contro le squadre medio-piccole è necessario portare a casa la vittoria, anche perché poi arriveranno impegni molto più difficili, come le gare contro Milan e Bologna. Guendouzi out e Fabbian in? Fabbian, per caratteristiche, sa inserirsi molto più di Guendouzi; però, se esce un giocatore come il francese, serve un sostituto di livello. Spero che la Lazio non si faccia trovare impreparata. Fabbian è un buon giocatore, ma forse io andrei su altro. Con i soldi ricavati dalla cessione di Guendouzi si potrebbe puntare su un profilo davvero importante». Queste le parole di Vincenzo Mirra nel corso della mattinata di “Quelli che…”, in onda sulle frequenze dei 98.100 di RadioseiLazio.

L’ex calciatore ha poi proseguito: «Credo che la Lazio quest’anno debba lottare come una provinciale. C’è questo pessimismo fin dall’inizio della stagione, ma una squadra che l’anno scorso – fino a un certo punto del campionato – ha fatto bene significa che dei valori li ha. E questi valori ora devono emergere: Sarri ha il compito di tirarli fuori. Oggi la Lazio, per centrare i propri obiettivi, deve giocare con cattiveria agonistica e solo l’allenatore può capire chi ce l’ha e chi no. La squadra, potenzialmente, ha i numeri per entrare in Europa, poi dipende anche da ciò che accadrà a gennaio. La società, da quando ha ricevuto la notizia del blocco estivo, ha avuto tempo per riflettere sul mercato, quindi sono fiducioso in vista della sessione invernale. Non dico che sia facile, ma in teoria Lotito e Fabiani hanno avuto tutto il tempo per prepararsi e chiudere le operazioni in anticipo, così da poterle annunciare già il primo giorno di apertura del mercato».

In conclusione: «Dia? Oggi gli allenatori sono molto attenti alla fase di non possesso, quindi all’attaccante si chiede molto spesso di pressare e di dare una mano anche in fase difensiva. Gli si richiede un sacrificio importante a livello fisico. Voglio però spezzare una lancia a favore del senegalese: non posso pensare che un attaccante debba percorrere 12 km a partita come un centrocampista. Bisognerebbe dargli la possibilità di correre meno e di stare più vicino alla porta. L’anno scorso Dia si divideva i compiti difensivi con il Taty; quest’anno, invece, deve fare tutto da solo».

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Pensieri e parole di
Guido De Angelis

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