Una carriera nata nelle giovanili della Lazio, passando per la primavera e che ora sta trovando la sua consacrazione con la maglia della Cremonese. Romano Floriani Mussolini si è raccontato ai microfoni di Lazialità, ripercorrendo i primi passi mossi con la maglia biancoceleste ancora giovanissimo, passando per la fortunata avventura con la Juve Stabia, fino ad arrivare al presente con la maglia grigiorossa.
Ora sei a Cremona, hai fatto l’esordio in Serie A col Sassuolo, è andata molto bene. Se dovessi fare un bilancio di questi primi mesi in Serie A e con la Cremonese?
«Sì ho fatto assist che poi è stato annullato, ho mandato De Luca in porta e poi ho preso il rigore, è andata bene. Comunque il bilancio è positivo, sto giocando ed è la cosa fondamentale per me. Non mi aspettavo inizialmente di avere già così tante presenze. Abbiamo affrontato già partite toste che richiedevano tanta esperienza, quindi piano piano più passa il tempo e più mi sento confidente in campo. Sono parecchio contento di questo».
Com’è invece il rapporto col mister Nicola?
«Il rapporto col mister è bellissimo, lui come ho detto in tante altre interviste a livello umano è veramente un top, oltre al lavoro che ci fa fare in settimana, perché è una persona molto empatica anche con noi ragazzi giovani, ci dice sempre: “Voi provate, provate sempre, non mi interessa se sbagliate”. Credo che questa non sia una cosa scontata, specialmente nel calcio di adesso dove qualcuno preferisce vedere il giocatore già provato e già fatto».
Lo scorso anno invece sei stato uno dei giovani rivelazione con la maglia della Juve Stabia. Un’annata che ti è valsa anche la nomination per miglior giovane della Serie B. Che emozione è stata?
«Veramente una grande emozione perché questo è frutto di un grande lavoro, fatto non solo da me, ma da tutto lo staff e da tutti i compagni. A Castellammare ho trovato veramente un gruppo fantastico, tuttora mi sento con gran parte della squadra, ho trovato un tifo calorosissimo, che mi ha fatto veramente sentire a casa fin dal primo giorno. Non mi aspettavo di fare una stagione così, sono molto contento perché comunque le ho giocate praticamente tutte da titolare, e ho messo in mostra le mie caratteristiche. Poi siamo entrati nella storia perché abbiamo fatto i play-off, arrivando in semifinale ed è una cosa che la Juve Stabia non aveva mai fatto e quindi far parte di quel gruppo è stata veramente una bellissima emozione».
Tornando invece alla Lazio, che è la squadra che ti ha fatto diventare grande. che cosa vuol dire per te l’aquila e il biancoceleste?
«Sicuramente l’associo a casa, perché io sono cresciuto nella Lazio, ho fatto tutta la trafila delle giovanili fino alla Primavera e ho fatto anche le mie esperienze con la prima squadra. Sono cresciuto sia come calciatore ma anche come persona, ho trovato gente che mi porto tuttora nel cuore, tutti i compagni, anche membri dello staff, tanti allenatori che sento sempre. Quindi la Lazio per me, se mi chiedi che cos’è, è casa».
Tu hai svolto anche tanti ritiri con la Prima Squadra, ad Auronzo di Cadore, come ti sei trovato con i compagni? Quale compagno ti ha impressionato maggiormente? Quale allenatore ti ha aiutato di più a crescere?
«Ho fatto due ritiri con la Lazio in prima squadra, mi sono sempre trovato benissimo, però ovviamente quando tu sei un primavera, è molto diverso rispetto a quando sei già un giocatore della prima squadra e questo l’ho capito solamente dopo che sono uscito. Ogni volta che salivo cercavo di apprendere qualcosa, c’era gente comunque di un certo tipo. Mi ricordo Milinkovic che mi ha impressionato tanto, Immobile, Pedro e uno con cui avevo un bel rapporto era Cataldi, perché dava una mano a noi giovani che andavamo, e questa cosa mi ha fatto tanto piacere. Non vedo l’ora di giocare contro la Lazio, così potrò salutare qualche compagno. L’allenatore che mi ha stupito di più è Sarri, mi ha impressionato molto su come era attento al dettaglio. Ricordo che facevamo il video sulla linea difensiva ed era veramente attento al centimetro, questa è una cosa che comunque non mi aspettavo e penso che lui sia veramente un mister top in Serie A e in Europa. Credo che anche quest’anno la Lazio farà un bellissimo percorso»
C’è qualche calciatore in Serie A e non, a cui ti ispiri?
«Quando mi facevano questa domanda rispondevo sempre i soliti tre, e te li ripeto ora: Alexander Arnold, Cancelo e Walker quando era ancora al City. Questi sono i giocatori a cui mi ispiro e a cui mi ispiravo, perché sono comunque terzini o esterni di centrocampo che sanno fare tutte e due le fasi. A me piace molto, per caratteristiche, andare ad attaccare la profondità, sfruttare la mia velocità e comunque credo che anche questo sia il ruolo del terzino moderno».
Com’è giocare con un calciatore iconico come Jamie Vardy? Come ti trovi con lui?
«Mi trovo benissimo perché ho la fortuna di parlare inglese, avendo fatto la scuola inglese, quindi ho molto dialogo con lui e devo dire che è una persona umilissima, uno che va sempre al 100%, anche ai lavori fisici e non è una cosa scontata, vista la carriera che ha fatto. A volte ci fa ridere perché ci racconta qualche aneddoto della sua avventura in Inghilterra. Devo dire che è una grandissima persona, che fa gruppo e come calciatore l’abbiamo visto anche dalle partite che ha fatto, ci sta dando una grande mano, attacca sempre la profondità, è forte, è cattivo, a me piace veramente tanto. Poi diciamo, giocare con una leggenda così fa sempre un certo effetto».
Domenica si gioca Cremonese-Roma, tu hai giocato tanti derby in primavera: per te è una partita che ha un valore diverso?
«Sì, sicuramente sarà una grande emozione, non vedo veramente l’ora di affrontare la Roma, ma anche la Lazio, perché sai io essendo romano fa sempre un certo effetto. Speriamo di fare risultato».
Ti piacerebbe tornare alla Lazio da protagonista, in prima squadra o ti concentri sul presente?
«Onestamente non ci penso, perché alla fine queste sono tutte cose che vengono dopo. In base a come farò quest’anno e a come farò magari anche l’anno prossimo, poi si vedrà. Come ho detto prima io sono cresciuto alla Lazio e quindi mi farebbe molto piacere, anche magari da titolare, me lo auguro, ma il mio obiettivo è quello di stare in Serie A. Magari avrò opportunità altrove ovviamente, uno cerca sempre di giocare, di far bene dove può, quindi vediamo, dipende come farò quest’anno. Però sì, sicuramente mi farebbe piacere».
Com’è invece il Romano fuori dal campo? Che hobby hai?
«Sono un ragazzo molto tranquillo, cerco di rilassarmi il più possibile fuori dal campo, cerco di staccare quando posso. Ho una fidanzata che viene spesso qua a trovarmi a Cremona, quindi a volte ci facciamo dei giri quando possiamo, anche nei giorni liberi, vediamo posti nuovi. Devo dire che sono molto tranquillo fuori dal campo, cerco di sfruttare i momenti liberi ricaricando le pile».