Al termine di Inter-Lazio 2-0 arrivano, come di consueto, le pagelle di Guido De Angelis.
PROVEDEL 6 – Incolpevole sull’eurogol di Lautaro, il primo tiro in porta dopo 120 secondi fa pensare ad una serata da incubo. Invece ne subirà appena un altro in tutta la gara, quello di Bonny che vale il 2-0. In quei casi, per come la vedo io, il portiere dovrebbe uscire: Dimarco può mettere la palla solo lì. Comunque incolpevole.
LAZZARI 6 – Continua ad essere in un buon momento e tiene tutto sommato a bada Dimarco fino all’azione del raddoppio. Lo vedo comunque pimpante.
PELLEGRINI 6+ – Subentra con ottimo piglio, chiude bene qualche diagonale ed è concentrato in fase difensiva. Ogni tanto si sporge anche in avanti e nel finale si fa ingolosire dal tiro centrando Sommer, quando avrebbe potuto servire almeno due compagni meglio piazzati. Verve apprezzabile, è coinvolto.
GILA 6,5 – Quasi impeccabile su Lautaro, ci fa uscire in maniera pulita e non soffre granché l’attacco nerazzurro. A 20′ dal termine colpisce un legno clamoroso che avrebbe riaperto la partita, ma non ci dice neanche bene.
ROMAGNOLI 6 – Protagonista di un recupero lampo, si sistema al centro della retroguardia e tiene bene fino al gol di Bonny. In quel caso soltanto un intervento alla disperata avrebbe potuto evitare il facile facile tap-in del centravanti ex Parma. Sufficiente.
PROVSGAARD SV – Entra nel finale e non demerita, ma l’Inter non attacca più e si limita a farci palleggiare.
MARUSIC 5,5 – Fa cose discrete a sinistra senza farsi superare da Dumfries e mostrando una buona applicazione. Tenta anche qualche discesa in un ruolo (come sappiamo da anni) non suo in cui deve sempre toccare la sfera due o tre volte prima di giocarla.
BASIC 5,5 – Un recupero prezioso su Barella nella prima frazione ci toglie le castagne dal fuoco. Ordinato in fase di possesso, va sempre a contrasto e dà il raddoppio a Marusic. Se l’è cavata, per quelle che sono le sue possibilità. Fa 95 minuti a San Siro da soldatino applicato. Chi glielo avrebbe mai detto?
CATALDI 5,5 – Disciplinato e sempre lucido, anche oggi le due o tre occasioni che riusciamo a creare provengono da sue verticalizzazioni. Gioca il pallone con serenità, ha il demerito di perdere in mezzo al campo la sfera da cui scaturisce il 2-0. A metà ripresa non ne ha più: giocava ininterrottamente da un mese e mezzo. Al suo posto, Vecino.
VECINO 6 – Rientra tra i calciatori a cui queste gare sono utili soltanto per mettere minuti nelle gambe. Si piazza in cabina di regia e non demerita in una fase di gara in cui l’Inter non ha più intenzione di affondare.
GUENDOUZI 5 – Un momentaccio. Errori di misura in appoggio, palloni spediti in laterale per imprecisione. Richiama Basic per tutta la gara, ma poi quando arriva a concludere lo fa debolmente col piatto. Si limita ad una fase di gioco: in avanti è deleterio, piatto. A questi livelli saper fare una sola fase è una macchia non da poco. E in questo tipo di partite, si vede.
ISAKSEN 5 – Nel complesso subisce tanti falli e qualche volta andrebbe anche via a Bastoni, ma è troppo grave la leggerezza con cui perde il pallone dell’1-0 immediato dopo due minuti. Ragazzo troppo morbido e leggero per queste partite di cartello, ma si farà: anche nella ripresa lavora tanto in ripiegamento, pur non avendo occasioni da rete.
PEDRO SV – Entra anche benino, ma il suo spezzone si ricorda più per i fischi assordanti dei tifosi di casa, che per la sua doppietta di maggio han dovuto rinunciare allo scudetto.
DIA 4,5 – Qualche movimento a portar via il difensore e spalancare la strada al destro (alto) di Zaccagni, poi l’ho visto correre tanto e disputare una partita anche generosa. Il problema è sempre lo stesso: di ruolo fa il centravanti e non ricordiamo né gol, né tiri nello specchio, né conclusioni fuori dallo stadio. Nulla. Sarri lo ammette candidamente nel dopogara: in questo momento una vera prima punta manca nell’intera rosa.
NOSLIN 6 – Entra da centravanti quando l’Inter è tutta a protezione della porta e – giustamente – prova a mettersi in proprio con due conclusioni, comunque deboli. Oggetto misterioso. Dopo un anno e mezzo, direi che si possa qualificare come acquisto sbagliato.
ZACCAGNI 7 – Il migliore dei nostri. Finisce la gara con una sola conclusione (alta, nel primo tempo), ma fa ammattire gli esterni interisti e fa ammonire tre calciatori, costretti a fermarlo in ripartenza. Sarebbero quattro, ma Carlos Augusto si porta via la sua maglia e non prende inspiegabilmente il giallo: il numero 10 protesta e l’ammonizione la prende lui. Visionario il corridoio per Pellegrini nel finale di gara. Conduce le nostre azioni con qualità ed è l’unico ad avere un tasso tecnico degno di un palcoscenico simile.
SARRI 6,5 – Con mezza squadra fuori e uno sciagurato errore iniziale di un singolo, disputare 93’ minuti di carattere e buona personalità al Meazza non era semplice. Subiamo il raddoppio e un gol annullato a Zielinski, ma sono anche le uniche conclusioni in porta di una squadra a noi troppo superiore. Ha avuto il merito di motivare una squadra a pezzi in estate, che anche stasera si è dimostrata comunque credibile. In conferenza è chiaro: fino a giugno accetterà tutto, poi si metterà in gentile attesa della società. In questo momento più di questo è difficile chiedere alla nostra Lazio.