“Inter-Lazio? Vedo in questa partita una grande opportunità per la Lazio, per due motivi. Il primo è che si va a confrontare con una delle squadre di testa che ha concesso più gol. In secondo luogo, credo che, se dovesse ottenere un buon risultato, la Lazio potrebbe guardare alla seconda parte del girone d’andata con un po’ più di positività. Con le grandi, poi, i biancocelesti hanno sempre fatto bene: basti vedere le gare contro Roma, Juventus e Atalanta. La squadra deve entrare in campo come ha fatto nelle ultime partite, in cui ha fornito ottime prestazioni. Si gioca contro una squadra fortissima, ma il vantaggio dei biancocelesti potrebbe essere quello di disputare una sola gara a settimana, nonostante dall’inizio della stagione ci siano state tante defezioni”. Queste le parole di Vincenzo Mirra nel corso della mattinata di “Quelli che…” in onda sulle frequenze dei 98.100 di RadioseiLazio
L’ex calciatore ha poi proseguito: “Gila? Gila sta facendo molto bene: finora ha offerto prestazioni importanti e sta dimostrando di avere grande maturità e senso di responsabilità. Credo che non abbia alcun problema a giocare con Provstgaard. In questo momento lo spagnolo è consapevole della sua forza e sta andando avanti con grande determinazione”.
In conclusione: “Dia? In parte sono d’accordo con Sarri, nel senso che bisogna vedere che tipo di attaccanti si hanno a disposizione. Giocatori come Vieri e Salas non ci sono più, sia perché quel tipo di calciatori ormai non esiste quasi più, sia perché gli allenatori tendono a stressare tatticamente molto i propri giocatori. Dia, da questo punto di vista, è un esempio: fa bene a venire incontro, però credo che andrebbe sfruttato di più anche in profondità, perché lì potrebbe rendere al meglio. Gli errori li commette, certo, ma sarei curioso di vedere quanti chilometri percorre a partita. Personalmente terrei l’attaccante sempre vicino alla porta, ma ormai il calcio moderno richiede di avere calciatori che siano anche un po’ “maratoneti”. L’anno scorso Dia poteva dividersi il lavoro con il Taty. Quest’anno, invece, l’allenatore chiede al primo attaccante di effettuare la prima pressione e quindi Dia deve fare tutto da solo. Il difetto che imputo al senegalese è che dovrebbe eseguire più contromovimenti per sfruttare meglio l’attacco alla profondità. Peraltro, è una strategia che potrebbe risultare determinante nella gara di domani contro l’Inter”.