Il Presidente Lotito è tornato a parlare in conferenza stampa in occasione della presentazione del tecnico Maurizio Sarri. Di seguito le sue parole:
«Prima esperienza di Sarri? Non si è mai interrotta. Una serie di contingenze hanno interrotto il percorso, anche familiari. Il mister ha fatto una scelta che noi abbiamo accettato obtorto collo, ma ci siamo lasciati con un arrivedereci, perché non era una scelta della società ed era giusto che proseguisse, a partire da questa stagione, per mantenere un percorso che era stato intrapreso e non ultimato. La scelta di Sarri è stata ftta con stima da parte della società, nei confronti di un uomo che ha dato tanto al calcio e alla Lazio. È un maestro di calcio e può insegnare ai calciatori che abbiamo, che hanno delle potenzialità, a esprimerle.
Abbonamenti? Dipenderà da noi non deludere i tifosi, la società sta mettendo in campo tutto quello che può. Non voglio fare polemiche da un punto di vista normativo, anche se non condividiamo le situazioni che si sono venute a creare. Di necessità si fa virtù, questo per la gente comune è uno svantaggio, ma può diventare positivo se si cementa un gruppo che ha nella figura del maestro Sarri la capacità di tirare fuori il massimo. Nella scorsa stagione ciò non è avvenuto, mi auguro che i giovani capiscano l’importanze del momento e che lavorino con grande determinazione. Dai ragazzi c’è grande disponibilità, è come avere una macchina e lanciarla a duecento all’ora, bisogna avere i mezzi per farlo».
Un rapporto interrotto con il mister, gli obiettivi cambiano? Potrà fare mercato a gennaio la Lazio? Cosa è successo?
«Noi non ci siamo mai prefissi obiettivi in partenza, pensiamo di aver allestito una squadra che potesse competere, lo ha dimostrato nella prima parte di stagione. Poi abbiamo buttato via tutta una serie di possibilità, perdendo in casa con squadre abbordabili. È venuto meno uno spirito battagliero. Ieri un giocatore importante mi ha fatto sorridere, ha detto che avrebbe fatto la foto se ci fosse stato anche il mister. Ciò significa che è stato già adottato. La nostra scelta, indipendentemente dal mercato, non pensavamo di averlo bloccato, è nata pensando che l’allenatore più idoneo fosse Sarri, ma anche sul presupposto che avevamo interrotto prematuramente quel rapporto che avrebbe portato ad un ciclo. Adesso lo abbiamo riscoperto con qualche difficoltà, ma questa squadra, da un punto di vista numerico ha abbondanza. Probabilmente il mister sceglierà chi potrà continuare. Alcuni di loro sono stati poco valorizzati e il mister ha la capacità di metterli nelle condizioni di farli lavorare. Abbiamo scelto di non fare il ritiro fuori, questo centro sportivo ha le capacità per formare la squadra. Purtroppo non siamo nella testa dei giocatori, se daranno tutta la loro disponibilità e si metteranno a disposizioni del mister vedremo a che risultati porteranno. Sono convinto che il valore aggiunto sia il mister»
Come si è arrivato al blocco del mercato?
«Quando parlate di queste cose sorrido. Penso di avere a che fare con persone che sanno scrivere e far di conto. 8 anni fa fu istituito l’indice di liquidità quando saltò il Parma e serviva ad evitare che questo avvenisse a campionato in corso. Serve a monitorare i ricavi e i costi a breve. Oggi l’indice è stato portato a 0.8, sul criterio delle aziende in crisi. La fotografia della società viene fatta al 31 marzo, al 30 giugno ce n’è un’altra. Una persona rigorosa, attenta, se patrimonializza la società e l’arricchisce, sono state realizzate con la cassa che produce la società. Se io sottraggo cassa non inficiando pagamenti obbligatori, la Lazio è infatti l’unica contribuente che ha pagato la rata del fisco con sei mesi di anticipo, perciò abbiamo sempre adempiuto. La Lazio parte con la rata del fisco, con 15 milioni l’anno per il Covid. In totale sono 21, a questi si aggiunge il calcio femminile che è stato reso professionistico che costa 6 milioni l’anno. Il Napoli non ce l’ha. La Lazio parte perciò da meno 27, ma non abbiamo mai ritardato un pagamento e continua gli investimenti, non ha mutui, leasing e bond. Non paga in ritardo. Potrei fare un mutuo e gravare la società di debiti, ci sono parecchie squadre che hanno milioni di debiti, ma l’indice a posto, perchè hanno spostato il costo a lungo termine. Il tutto è nato da una svista, l’attuale management che ho trovato, ha scaricato i costi al 31 marzo, sul presupposto che fosse stato abolito l’indice. Dal primo luglio non esisterà più infatti. La Lazio non ha nessun problema con la UEFA, mentre altre squadre hanno sanzioni, noi no. Abolisci una norma e poi la usi nel mercato estivo? Questa è stata una svista, bastava spostare 3,6 milioni al 5 aprile e a questo punto non avremmo avuto questo problema. Mi è stato detto che la norma è stato abolita, ma vale ancora, è stato un fulmine a ciel sereno. La prima cosa che abbiamo fatto è stata avvertire il mister. È una situazione illogica. Alcune sanzioni dalla FIFA, sono state annullate perché ritenute troppo restrittive. La Lazio ha oltre 300 milioni di patrimonio immobiliare e altrettanto dal punto di vista tecnico. Non entro nel merito, non fa onore al calcio italiano, adesso ci sarà una nuova COVISOC, che prende atto delle norme. Faremo di tutto, alla fine della sessione estiva, se ci sarà bisogno di interventi non ci sottrarremo dal farli. Abbiamo avuto offerte per i giocatori ma le abbiamo rifiutate»
Si sente di chiedere scusa ai tifosi?
«Non devo chiedere scusa a nessuno per depotenziare la società, sono anni che rinforzo la squadra. Mi sono trovato a fare una scelta, di contrasto e confronto serrato. L’indice di stupidità non vale niente, se mi blocchi il mercato mi crei un danno. Se avessero mantenuto l’indice di liquidità come era prima, ovvero se spendo cento posso comprare a cento, ma invece questo ha creato un danno, io non posso comprare nemmeno un giovane della primavera. Mi pongo un interrogativo: cosa ha fatto la federazione per garantire la regolarità del campionato. Voi ragionate in termini di pallone e non di calcio. Voi partite sempre dai nomi, ma come mai la Lazio ha vinto contro le big e ha perso contro le piccole? L’interpretazione è legata alla capacità di mettere a sistema le potenzialità che hai. Potresti avere una squadra fortissima e che poi non vincono nulla. Serve una squadra che riesca ad esprimere le potenzialità, dipende da quello che si riesce a creare. Maggiore è il lavoro che crea risultati, diminuisce l’intervento sul mercato».
Ha ricevuto offerte per la Lazio?
«Totalmente falso, ho fatto un annuncio nei confronti della Repubblica, c’è il reato di aggiotaggio. Sono notizie prive di fondamento, solo fantasie di qualche soggetto che ha interesse a destabilizzare e a creare problemi soprattutto al sottoscritto. Io non consentirò a nessuno di utilizzare mezzi impropri per creare problematiche alla società»
Il sogno del mister era quello di allenare al Flaminio, quante possibilità ci sono?
«Se dipendesse da me 100%. Abbiamo messo in campo tutto quello che dovevamo. Io sono abituato a parlare in silenzio, non creo le condizioni mediatiche per raccogliere, ma quelle pratiche. La politica dei fatti non delle parole. Stiamo allestendo tutta la documentazione necessaria e siamo al servizio della collettività, perché l’investimento è di 140 milioni per il territorio. Serve per riqualificare una zona di Roma e renderla punto emblematico della città di Roma. Abbiamo uno staff di altissimo livello, tra cui uno degli architetti più accreditati. Abbiamo messo in campo tutte le potenzialità. Il comune sta dimostrando grande disponibilità perché ha visto l’interesse civico del progetto. C’è un iter da seguire, lo stiamo seguendo con professionalità e convinzione, facendo le cose trasparenti. Qui nessuno è agevolato. Lo Stadio Flaminio è nato come uno stadio di calcio, non è una piscina. Nessuno sta favorendo Lotito, deve finire questa campagna denigratoria. Si vuole evitare che la Lazio possa tornare a casa propria. Stiamo mettendo tutto l’impegno e le risorse. È un investimento di 480 milioni, anche per il territorio. Stiamo facendo i passi piano piano, per raccogliere la documentazione necessaria. La consultazione è prevista»
I giocatori simbolo sono stati venduti per circa 50 milioni, poco per il loro valore. Sta pensando di vendere i giocatori al loro apice?
«La domanda è intelligente, se avessi venduto i giocatori o se non li avessi venduti avrei avuto problemi opposti. L’esperienza maturata sarà utile per le future valutazioni. Abbiamo avuto giocatori che sono costati poco e reso molto e viceversa. Non è solo un problema di denaro. Non condivido che vince sempre chi spende di più, è un problema di organizzazione dal punto di vista tecnico. Il tema è il riscontro delle qualità tecniche dei calciatori. Per accontentare il mister Inzaghi non ho venduto Milinkovic per una cifra elevatissima, non l’ho fatto per un impegno preso. Forse sarebbe stato meglio vendere i giocatori all’apice, ma è stata una scelta»
Per quale motivo la Lazio non ha lo sponsor sulle maglie?
«Stiamo lavorando anche in questo senso, abbiamo dato priorità ad alcune struttre che potessero richiamare sponsor. Questo ci può consentire di avere grandi risultati. In passato abbiamo avuto Binance, con cifre importanti. Se devo accetttare uno o due milioni non lo faccio, significa svilire il marchio. È giusto che la Lazio partecipasse alla Conference? Non credo sia una competizione alla quale aspiriamo. Quest’anno è saltata l’Europa League, dove è andata la Roma che aveva 15 meno di noi. Qualcosa è successo, ai posteri l’ardua sentenza»
C’è una data in cui la Lazio potrà tornare a fare mercato?
«Se ci fossimo voluti affidare al punto di vista economico avremmo ceduto i nostri giocatori. Se ce li chiedono vuol dire che non sono scarsi. Un esempio è Tchaouna. Abbiamo però ritenuto di non venderli per rispetto all’allenatore e perché la Lazio non ha bisogno di fare cassa, si è impostato un ragionamento di crescita di un certo tipo. I calciatori che verranno giudicati non idonei verranno sostituiti. Nel mercato invernale parleremo di altro, lavoreremo per far sì che si potrà operare»
Se un giorno arrivasse qualcuno che manifestasse interesse nella Lazio cosa risponderebbe?
«Non si è mai presentato nessuno e mai lo farà. Parlate a livello teorico e non pratico. Non è alla portata di tutti. Non capisco se devo liberare la Lazio o Forza Italia. Ho messo i soldi per salvare la Lazio quando non li avrebbe messi nessuno. La società è stata patrimonializzata. Cragnotti stesso si è compiaciuto di quello che è stato fatto. Abbiamo vinto 7 trofei anche contro grandi squadre. Non credo ci siano i presupposti per vendere, anche per i tifosi. Nel 2003 venne chiesto ai tifosi di sopperire all’aumento di capitale. Se ce ne fosse stato bisogno lo avrei fatto, ma non credo sia giusto nei confronti dei tifosi. C’è una sparuta minoranza che non gradisce la mia presenza e che mi augura la morte»
I tifosi della Lazio vorrebbero più Lazialità da parte sua. Che rapporto c’è con la Federazione?
«Per quello che riguarda la lazialità mi duole che non riesca ad esprimere il pathos. Sono fatto così vengo da una scuola di persone che dicevano che bisogna essere abituati a portare un impermeabile estate-inverno. Io sono sensibile a ciò che mi viene detto se è sensato. Ci sono cose che sono identitarie per le quali io mi batto, altre che sono velleitarie, non hanno nulla a che vedere con la crescita».