Entra nel vivo la preparazione estiva in casa Lazio. Da ormai tre giorni i ragazzi di Maurizio Sarri sono riuniti nel Centro Sportivo di Formello per programmare la nuova stagione che partirà ufficialmente il 24 a Como. Nel corso del primo pomeriggio, al termine della seduta mattutina di allenamento, Pedro Rodríguez è intervenuto ai microfoni ufficiali del club per fare un resoconto sui primi giorni di ritiro, con un occhio ovviamente al prossimo campionato. Nell’ultima stagione l’ala classe ’87 è stata decisiva a più riprese, concludendo a maggio con 14 gol e 5 assist in 44 partite.
Di seguito le parole di Pedrito:
-Sul rinnovo: “Contento di essere rimasto un altro anno qua. Ci aspetta una stagione difficile ma dobbiamo lavorare tutti insieme per raggiungere gli obiettivi.
-Sul ritiro: “I primi giorni di ritiro sono sempre difficili, perché è da tempo che siamo fermi e non ci vediamo. Dobbiamo lavorare forte, essere uniti e prepararci al nuovo anno. Quando sei più esperto devi lavorare di più nel ritiro. Mi sono allenato prima di venire qui per essere in forma. Abbiamo due/tre settimane di lavoro duro per avere la miglior forma possibile. I ritiri nel tempo sono cambiati, prima si lavorava più sull’aspetto tattico: ora è più fisico. Si gioca ogni tre giorni, non c’è tempo di recuperare quindi si lavora tanto sul fisico e sulla prevenzione di infortuni. A Barcellona c’era un’idea molto diversa di calcio, si lavorava molto più sulla tecnica”.
-Sul campionato: “La Serie A è molto difficile, ci sono otto/nove squadra di livello. Noi però dobbiamo entrare in Europa, è imprescindibile per crescere e fare il salto di qualità mentale”.
-Su Sarri: “Il fatto che Sarri conosca il gruppo è buono. È un allenatore forte, che ha già vinto tanto. In questo momento abbiamo il livello per raggiungere l’obiettivo di arrivare in Champions League. Ho parlato del mister della posizione. La cosa improntate è che posso giocare sia sulla trequarti che esterno, anche se credo che in quel ruolo ora ci siano compagni più adatti. Io però sono sempre disposto a dare una mano alla squadra. Se mi devo adattare a una posizione sono pronto a farlo. È difficile per chi sta in panchina poi entrare. Penso che ci sia un lavoro mentale molto forte, bisogna sfruttare ogni minuto. Le opportunità passano, bisogna essere concentrati, è una questione mentale. Non è facile”.
-Sui giovani: “Ai giovani dico che devono lavorare. Penso che si debba avere un po’ di pazienza con i giocatori giovani. È un meccanismo che uno deve mettersi in testa per aiutare la squadra. La mente si allena. Se sei contratto in allenamento sicuramente arrivi bene alla partita e sei pronto. L’obiettivo è lavorare bene in settimana per arrivare al meglio alla partita, spesso le gare le vinci prima di giocarla anche se ci sono tante cose imprevedibili che possono cambiare l’esito finale”.
-Sui tifosi: “I tifosi sono una forza molto importante per noi. Ci danno un supporto fondamentale. La scorsa stagione in casa abbiamo fatto male, l’Olimpico deve essere una forza. Il loro supporto per noi è una forza importante”.
-Sul Como e su Fabregas: “Fabregas sta facendo un lavoro impressionante, soprattutto perché è molto giovane. Ha un’idea chiara di gioco, il Como ha fatto una grande stagione e iniziare contro di loro sarà tosta. Hanno iniziato un progetto con tanti giovani per crescere. Sarà una bella partita”.
-Sulla fondazione aperta alle Canarie: “Facciamo tante cose diverse, la cosa importante è aiutare le persone e trasmettere valori solidarietà, ambizione e rispetto ai più piccoli. Niente arriva senza costanza, o come i tanti valori che stanno dietro al calcio o allo sport. Vogliamo trasmettere quello e aiutare le persone e i bambini. Lavoriamo con i centri medici, con tante scuole, alla fine è importante aiutare le persone in questo momento: un momento difficile per tutti per com’è oggi la vita, ogni giorno più cara, e per le famiglie è sempre più difficile avere i soldi o semplicemente anche vedere una partita di calcio. Sono contento di aiutare. Lavoriamo con tante famiglie in difficoltà che non hanno risorse. In tutte le canarie lo facciamo. Lavoriamo con i centri medici con bambini con il cancro, abbiamo aiutato i centri medici a creare sale pediatriche, o aiutiamo coloro che non riescono a fare la spesa, o per coloro che non sono riusciti ad andare a scuola”.