Lazio-Bologna, Rovella: “Spero di restare qui per sempre. Ragioniamo partita per partita”

Nel corso della conferenza stampa post Lazio-Bologna, gara valida per la tredicesima giornata di Serie A Enilive e vinta dai biancocelesti per 3-0 grazie alle reti di Gigot, Zaccagni e Dele-Bashiru, Nicolò Rovella è intervenuto per analizzare la sfida. Di seguito le sue parole:

Sembra di rivedere Lucas Leiva, finalmente un interditore dai piedi buoni. Dove può arrivare questa Lazio? Come stai fisicamente?

“Quest’anno i preparatori della Lazio mi hanno aiutato molto, questa squadra ha grandissimi margini di miglioramento, guardiamo partita per partita”.

Ormai sei un leader di questa squadra, hai trovato anche la Nazionale. Pensi che la Juventus abbia fatto male a cederti?

“Penso solo alla Lazio, la Juve non è nei miei pensieri. Spero di giocare qui per sempre, ringrazio i tifosi, ci aiutano nei momenti di difficoltà, la spinta oggi si è sentita”.

È stata una gara complicata, avete dimostrato maturità, da dove arriva?

“Sicuramente il mister è bravo in questo, fa parte del percorso di crescita. Quando ti ritrovi con un uomo in più è importante essere pazienti per trovare il gol”

Tu e Guendouzi formate una coppia splendida, cosa vi siete detti dopo Italia-Francia?

Siamo amici oltre che compagni, per noi è la normalità quell’intervento, lo facciamo sempre in allenamento. In Italia-Francia ha simulato, lo avete visto tutti (ride, ndr). È facile giocare con grandi centrocampisti”.

La sensazione che il gruppo sia grande, ce lo confermi?

“Il mister è stato bravissimo nel darci coesione, noi dobbiamo continuare a coltivarla. È bello il feeling con i tifosi”.

Preferisci giocare a due o a tre a centrocampo? Guardate la classifica?

“La classifica la vediamo anche noi, non siamo ciechi, ma ragioniamo partita per partita. Giocare a 2 o a 3 mi cambia poco, quando giochi con giocatori come Guendouzi e Vecino”.

A che percentuale sei nella tua crescita?

“Spero che abbiate visto poco, c’è tanto da migliorare, anche nella fase offensiva, me lo dice anche il mister. Ho 22 anni e credo di non esser ancora al 50%”.

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