Lazio, Fabiani: “Ecco la verità su Tavares, Greenwood, Immobile. Vi dico tutto”

Il direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani, in seguito alla presentazione di Tijjani Noslin, è intervenuto in conferenza stampa presso il Centro Sportivo di Formello. Dalla situazione Immobile-Besiktas, alle trattative per Mason Greenwood e Nuno Tavares, il ds ha fatto chiarezza sulle questioni sopracitate e non solo. Di seguito le sue parole.

IMMOBILE – Ne ho sentito parlare, rispondo con battute. Sono abituato ad agire quando ci sono le carte e le richieste ufficiali. Dovesse arrivare da parte del club che vuole Immobile, la società ne prenderà atto e valuterà il da farsi. I se e i ma lasciano il tempo che trovano. Ho sentito di questa eventualità, parliamo di uno che ha fatto la storia della Lazio, un campione, e va trattato nelle dovute maniere. Se arriverà la proposta del Besiktas e Ciro la prenderà in considerazione la società ne prenderà atto e si muoverà di conseguenza. Sono molto pragmatico e lineare, non voglio dire stupidaggine. Il calciatore non ha chiesto di andare via a zero, ho sentito dire che a lui sarebbe gradito il trasferimento. Nessuno ha messo alla porta nessuno, chi è andato via lo ha fatto per una sua volontà. Dovesse verificarsi, vuol dire che c’è la volontà del calciatore. Io spero possa rimanere, da parte mia e della società c’è stima dell’uomo. Noi dobbiamo ragionare con dati oggettivi e situazioni attinenti ai fatti, non su situazioni che rimbalzano a livello mediatico. Spero che resti, sarò sempre un suo tifoso, se parte Immobile ci porremo il problema. Oggi fa parte della Lazio, il suo sostituto non è una priorità. Se partirà ne parleremo con il mister. Nelle condizioni normali dovrebbe partire per Auronzo, se oggi o domani cambia qualche situazione non parte. A oggi è tra i convocati per Auronzo. L’età passa anche per Ciro, è impensabile vedergli fare quello che faceva a 20 anni.

PREZZI – C’è stato un collega che non vedo qui che ha detto questa emerita cazzata per cui avremmo pagato troppo Noslin. Un conto è fare calciomercato, un conto è lavorare in un giornale. Potrei dire che Ederson è stato preso a 6 milioni, poi 4 mesi dopo è stato venduto a 20. Il prezzo lo fa la richiesta che c’è sul mercato, il Torino aveva offerto più di noi per via di alcuni bonus, ci ha favorito un po’ l’allenatore, altrimenti sarebbe stato pagato anche di più. Se uno del settore giovanile vale 0 e poi parte a 4 milioni, si dovrebbero cambiare sempre i direttori sportivi. Sento tante stupidaggini, possono far presa fino a un certo punti. Bisogna azionare il cervello per parlare di calcio giocato.

NUNO TAVARES – Interessa molto alla Lazio, ci sono delle corrispondenze tra le due società sull’accordo da trovare, ma in realtà è stato trovato ieri. Poi bisogna mettere d’accordo altre componenti, va trovata anche l’intesa con il calciatore e gli agenti, sono più che fiducioso, per motivi scaramantici non dico che è già della Lazio, ma ci sono grosse possibilità”. 

GREENWOOD – Già lo scorso anno lo stavamo trattando, siamo ancora in contatto con lo United, ci sono azioni di disturbo. Il consiglio del Diavolo se li mangia la volpe. E io non sono il diavolo… Se sono ottimista? Io sono nato ottimista. Piano B? Il mercato è come i soldi, non dorme mai. 

CICLO – Mai avrei pensato a un cambio generazionale del genere, a una fine ciclo così. Sta avvenendo ora ma è partito l’anno scorso. Tutti quelli che sono arrivati hanno gli elementi giusti per iniziare un nuovo ciclo, si basano su 1, 2 o massimo 3 anni. Quelli che saranno i risultati quest’anno o il prossimo non lo so. Ho detto di ispirarmi a modelli esteri di società, se cito un’italiana penso al Bologna e all’Atalanta, è quello che stiamo facendo. Mi assumo tutte le responsabilità. Sono convinto del lavoro che stiamo facendo, poi i risultati diranno se abbiamo fatto bene o male. Il giudice supremo è il campo, quello ci darà il responso. Dobbiamo dare fiducia ai ragazzi, possono dare tanto, dal punto di vista tecnico e caratteriale. Sono fiducioso.

MERCATO – Incedibili? Incedibile è un parolone, poi nel calcio le cose cambiano e uno può essere smentito. Mancherebbe, uso il condizionale, il terzino sinistro. Ma c’è anche Pellegrini lì, Marusic ha giocato sempre a sinistra. Manca un mese e mezzo alla fine del mercato, strada facendo vediamo se può migliorare. Domani la squadra parte con lo staff tecnico, gli abbiamo messo a disposizione tutti i giocatori nei vari ruoli. Il gioco di Baroni prevede interscambiabilità. Dovrei mettermi a giocare con le parole e l’alfabeto? Sarri è un amico, lo stimo da morire, mi sono commosso quando è andato via, ma io non ho inventato il calcio o Sarri. Il calcio ha origini lontane, ognuno ha una sua dialettica. Se vogliamo attribuire le responsabilità a Lotito facciamolo pure, ma le assumo anche io che sono qui ora. Quest’anno ho avuto più tempo a disposizione, non ci sono stati problemi.

CONTESTAZIONE – Sono 30 anni che faccio questo mestiere, non pensate che a Messina, Trieste, Genova, ecc ecc non ci sia stata la contestazione. È uno stimolo per fare sempre meglio. Ho visto una contestazione molto contenuta, non ci sono stati incidenti, è stata civile, i tifosi hanno rivendicato delle situazioni, avranno le loro ragioni. Io spero di smentire sul campo la contestazione, io sono 7 giorni su7 a Formello, lavoro per il bene della Lazio. Se ci riuscirò ai posteri l’ardua sentenza. C’è tutto quello che serve per costruire un futuro importante. Il modello Feyenoord, Atalanta e Bologna, la gente deve stare al servizio della Lazio. Siamo al secondo anno, mi auguro di terminare il discorso in tempi brevi, chi è qui deve sapere che c’è una società forte alle spalle. Io quando ci sono le critiche non le prendo male, aiutano a migliorare, ci fanno aprire gli occhi su alcuni aspetti. Uno le coglie al volo per migliorare. Ben vengano le critiche e le contestazioni. Lotito poi parla per suo conto, non mi ha mai imposto nulla, se qualcosa non va o ci sono errori mi assumo le responsabilità in prima persona.

DELE BASHIRU – Una sorpresa per voi, esce un nome e uno va subito a vedere se il giocatore sia buono o no. Su Dele Bashiru ci sono pochi filmati, la Turchia non concede troppi filmati sui calciatori. Noi lo abbiamo studiato a fondo, ha delle performance che ci hanno fatto capire che è un elemento che corrispondeva alle nostre esigenze. Ha una gamba devastante, può garantire le due fasi come trequartista del 4-2-3-1, è quello che chiedeva Baroni per caratteristiche. Abbiamo fatto una scelta ponderata fino in fondo, per le questioni fisiche e sui report di chi ha seguito e conosce bene il ragazzo. Tchaouna l’abbiamo seguito tutto l’anno, siamo stati veloci a esercitare la clausola, ogni tanto diamoci qualche merito. Tante altre squadre che fanno la Champions hanno chiamato la Salernitana per lui.

OBIETTIVO – Nella vita uno deve puntare sempre al meglio. Io sono fiducioso del lavoro intrapreso da un anno a questa parte. Si è passati da un tipo di gioco di possesso asfissiante a un gioco con attacco alla profondità, con gente di gamba, strutturata, che possa tenere botta nei 90 minuti e nei turni infrasettimanali. Basta vedere in Inghilterra e in Francia. In Spagna soltanto c’è una cosa innata sul tiki taka. Ogni nazione ha la sua cultura, per essere competitivi dobbiamo puntare sulle caratteristiche a quei paesi che in Europa hanno fatto sempre bene. Perché non rubare un po’ da loro per migliorare? Penso che la Lazio farà divertire nei prossimi 5-6 anni, abbiamo preso dei giovani, mettiamoli alla prova, io chiedo a tutti un po’ di pazienza e dargli fiducia. Farli sentire a casa loro e ci toglieremo grandi soddisfazioni.

SETTORE GIOVANILE – Si parla tanto del settore giovanile e si dicono tante cose. Quando si parla di qualcosa bisogna conoscere la materia fino in fondo. Dutu è andato a scadenza, se è affascinato dal Milan cosa possiamo fare? Il tema è posto in termini di norme. Se io chiedo qui a voi, nemmeno sapete che ruolo sia Sardo? È stato talmente pubblicizzato che è venuto da noi per fare ragionamenti che da noi non trovano riscontro. Poi il governo fa una norma e a quel punto si rimescola un po’ tutto. Prima si poteva fare un anno di addestramento tecnico, poi si decideva di fare o meno il contratto. Prima della proroga molti si potevano svincolare e non si poteva fare nulla. Io non mi faccio ricattare dagli agenti, non funziona così. Sia il governo che le istituzioni federali devono incontrarsi e trovare la quadra. Io mi costuisco un giocatore per 4-5 anni e poi lo perdo. Se qualcuno va alla Roma vuol dire che non era laziale. Io voglio lavorare con chi ha il sangue laziale. La Lazio ha costruito uno stabile solo per le ragazze, che io non ho visto in nessun altro posto in Italia. La Women si allena a Formello, non è vero che stiamo investendo sul settore giovanile. Negli anni passati c’è stato un metodo che non ha funzionato. Voglio gente che abbia senso di appartenenza e lazialità, che suda per un credo calcistico, non per un discorso economico. Se il progetto è tecnico posso discuterne, se è solo economico per me possono andare tranquillamente.

ADDIO DEI BIG – Tutti sono utili, nessuno è indispensabile. Ho sentito parlare di annata fallimentare, una debacle, ecc ecc… Quelli non vogliono bene alla Lazio, ma al proprio portafogli, vogliono fare marchette o i capopopolo. Amo chi viene allo stadio che fa sacrifici per andare allo stadio e farsi l’abbonamento. Il ciclo Milinkovic, Luis, Felipe… è chiaro che è finito. Ma se Anderson è voluto tornare in Brasile, chapeau. Gli anni passano per tutti, la Lazio non ha messo alla porta nessuno. Vale per esempio per Pedro, nessuno ha impedito le 20 presenze che hanno fatto scattare il rinnovo. Abbiamo iniziato un nuovo percorso di fare calcio, non mi interessa quanti tiri facciamo, ma i gol. Poi tiriamo le somme a fine campionato. Sono convintissimo che a stretto giro ci toglieremo grosse soddisfazioni. Io non sono abituato a prendere in giro i tifosi, potrei prendere uno a fine carriera e fare la ‘paraculata’. Una società deve essere giudicata per la serietà, la passione e il senso d’appartenenza necessario. Il derby, per esempio, è l’arena: o vita o morte, ma serve gente che si spende e dà tutto. Con le ‘fighette’ e le brave persone non si va da nessuna parte”.