Lazio, Lotito: “Riorganizzazione, non ridimensionamento. Parola chiave: meritocrazia. Baroni? Per lui parlano i risultati”. Su Greenwood…

È il giorno della presentazione di Marco Baroni, il neo allenatore biancoceleste sta rispondnedo alle domande dei giornalisti dalla sala stampa del centro sportivo di Formello. A far rumore sono però le parole del presidente Claudio Lotito che, nell’introduzione al mister ha lanciato stoccate verso chi ha criticato a prescindere l’operato della società, non risparmiando qualche frecciatina a chi, a detta del presidente, lo scorso anno non ha giocato al 100% di testa ed infine ha lasciato la Lazio dopo aver ottenuto tutto.
Di seguito le sue dichiarazioni:

“La Lazio non sta facendo nessun ridimensionamento ma una riorganizzazione. Stiamo facendo un lavoro basato sulle individualità, la scelta di Baroni è una scelta ragionata e giusta per dare continuità ad un progetto per una squadra nuova, giovane e fisica. Abbiamo voluto ripartire da un’idea di professionalità, un allenatore che ragioni in un modo semplice: chi merita gioca, chi non merita non gioca senza basarsi sul nome del calciatore. Questa è stata una mancanza lo scorso anno e ha portato a due allenatori la passata stagione i quali, specifico, non hanno mai avuto problemi con la società anzi, hanno detto chiaro e tondo come i giocatori devono mettere la società al primo posto. Vogliamo una squadra organizzata, che scenda in campo con impegno e con voglia. Va detto che la Lazio non ha fallito, siamo in Europa League, lo scorso anno abbiamo perso contro squadre di livello inferiore per problemi di testa e spogliatoio e questo ha portato alle dimissioni di Sarri e Tudor (oltre allo striscione di cattivo gusto). Chi vuole stare alla Lazio ci sta bene, chi non vuole se ne può andare ma alle condizioni della società, chi è bravo gioca chi non lo è non gioca. Abbiamo preso giocatori funzionali che magari voi nemmeno conoscevate, ora siamo dietro a Greenwood che lo scorso anno non abbiamo preso per 20 minuti di discrepanza tra i mercati di Italia e Inghilterra. Nel calcio vanno e vengono tutti, mancano i presidenti che ci mettono la faccia. Baroni è un allenatore che avrebbe meritato la panchina d’oro, lo ha fatto sul campo. Tornando alla squadra, ripeto, siamo mancati di testa lo scorso anno e infatti lo abbiamo pagato, per colpa anche di certi soggetti che hanno chiesto e ottenuto tutto per poi abbandonare la nave. Mi dispiace per Felipe Anderson, gli abbiamo fatto una grande offerta ma ha fatto una scelta di vita”.