Lazio, Vocalelli: “In 20 anni la popolarità di Lotito è cresciuta più della squadra!”

La situazione in casa Lazio non è semplice: in attesa dell’annuncio di Marco Baroni come nuovo allenatore, i tifosi hanno organizzato una manifestazione per venerdì per protestare nei confronti del club. Nel corso della trasmissione pomeridiana RadioRadio Lo Sport, in onda sui 104.500, ha parlato il noto giornalista Alessandro Vocalelli.

Il tema è capire cosa vogliamo dalla Lazio. Bisogna mettersi d’accordo. Come la collochiamo come direzione e ambizione? Da lì si parte. Io sono fermo a 12 mesi fa, la Lazio era arrivata seconda e nei pronostici di fine campionato la mettevamo terza o quarta per l’anno dopo. Se noi continuiamo a pensare che la Lazio lotta per la Champions, è un discorso. Se la collochiamo al sesto/settimo posto, è un altro conto, e dobbiamo parlare di ridimensionamento. Quando nella Roma si è cominciato 20 anni fa a parlare del “progetto giovani”, è perché si sta prendendo tempo. Io penso che la Lazio non possa avere un progetto da qui a 4 anni! Vorrei che la Lazio crescesse come è cresciuta la popolarità di Lotito. Lotito è cresciuto molto di più della Lazio, ha avuto dalla Lazio (per meriti suoi, per carità) il Senato della Repubblica, ha ricevuto notorietà, è diventato un personaggio del calcio. Se neghiamo che Lotito – giustamente – ha avuto dalla Lazio una capacità di affermazione straordinaria, straparliamo. Dal punto di vista imprenditoriale Lotito ha fatto ottime cose, non dal punto di vista tecnico. Se l’anno scorso sono stati fatti per Lazio-Cremonese 64mila paganti, significa che i tifosi non sono prevenuti e davanti alle cose fatte bene, rispondono. Se adesso uno ha delle perplessità, sono più che legittime. Sono prevenuti quelli che ne parlano sempre bene. Baroni è una brava persona, nel senso di persona molto seria, di grande cultura del lavoro, con delle idee. Il dubbio è che il grande salto possa creargli delle difficoltà, perché se hai allenato sempre in provincia hai orgoglio ed entusiasmo ma anche i rischi della grande piazza. Abbiamo visto giocatori importanti in provincia che poi sono venuti a mettere le maglie pesanti delle grandi città e hanno fatto fatica, è un dato di fatto. Il problema non è l’allenatore. Se la Lazio avesse preso Conte, avremmo cambiato la prospettiva in base al fatto che sarebbero arrivati probabilmente grandi giocatori. Baroni può anche essere forte come Conte, ma se la società non ti mette a disposizione una rosa competitiva, c’è poco da fare. Né Barone né Conte sono dei problemi, se prendi Conte e gli compri giocatori mediocri, avrebbe le stesse difficoltà di Baroni. Vediamo cosa fa la società. Quando Lotito ti dice: “Io la Lazio la lascio a mio figlio”, mi provoca un senso di dispiacere pensare che per i prossimi 50 anni la Lazio sarà questa. O no?“.