CHI È JAVIER GARRIDO
Non ha la potenza di Kolarov: punta sulla velocità e sull’agilità. Per Hughes e Mancini era un’alternativa: davanti aveva Bridge.
Con le sue accelerazioni sulla fascia sinistra, Garrido aveva salutato la Liga nel 2006-07: un anno decisivo per la sua ascesa, ma doloroso per la Real Sociedad, scivolata in B per la prima volta nella sua storia. In quella stagione aveva sfiorato la convocazione nella nazionale spagnola, guidata all’epoca da Luis Aragones e campione d’Europa nel 2008.
Garrido ha un fisico e caratteristiche di gioco differenti da Kolarov: è più basso (un metro e 78) rispetto al serbo, ha meno potenza, ha una muscolatura compatta. Punta tutto sulla velocità e sull’agilità. Non ha il tiro dalla lunga distanza di Kolarov: si mette di più al servizio del collettivo, anche se gli piace prendere l’iniziativa e creare la superiorità numerica. Nella sua ultima esperienza alla Real Sociedad aveva ampia libertà di manovra. L’altro terzino, Juanito, era bloccato. Quella squadra, allenata fino alla settima giornata da Josè Maria Bakero e poi da Miguel Angel Lotina, applicava spesso il 4-3-3. E Garrido doveva sostenere il lavoro dei centrocampisti e delle punte.
Il rovescio della medaglia, dopo aver conosciuto nel Manchester City gli applausi con l’Eriksson, l’ha scoperto più avanti: l’arrivo in panchina del gallese Mark Hughes, nel 2008, ha stravolto l’avventura di Garrido nel campionato inglese. Il terzino spagnolo è scivolato presto nelle retrovie, diventando l’alternativa di Wayne Bridge, ex Chelsea. E nella corsa al posto, nella passata stagione, ha dovuto fare i conti anche con il brasiliano Sylvinho, arrivato al City dopo aver conqjuistato la Champions nel Barcellona di Josep Guardiola. Uno scenario che non è cambiato neppure con l’ingresso di Roberto Mancini, ingaggiato al posto di Hughes.
Ma Garrido non è stato l’unico straniero a vivere un’esperienza complicata nel City: anche Bojinov, Bianchi, Corradi, Dabo, Gelson Fernandes, Elano e Robinho sono rimasti schiacciati dal continuo rinnovamento del City. Ora lo spagnolo cerca il rilancio nella Lazio: avverte il bisogno di giocare con continuità per tornare protagonista. Terzino in una difesa a quattro, oppure esterno nel 3-5-2: Garrido è pronto alla sfida.
Fonte: Corriere dello Sport




















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