GARRIDO, LO MANDA ERIKSSON

Fu lo svedese a portarlo al City: luci e ombre in Premier. Ora il terzino cerca il rilancio con la casacca laziale.

Sven Goran Eriksson


L’incrocio è curioso. Nella carriera di Javier Garrido c’è un anello che lo unisce alla storia della Lazio: era stato Sven Goran Eriks­son, campione d’Italia nel 2000 con la società biancoceleste del presidente Sergio Cragnotti, a scoprirlo nella Real Sociedad e a farlo arrivare al Manchester City. Il terzino sinistro fu acquistato per due milioni e due­centomila euro: dal campionato spa­gnolo, dove era appena retrocesso in serie B, alla Premier League. Era l’estate del 2007 e il City non aveva ancora i petrodollari dello sceicco Mansur Bin Zayed: il presidente era il finanziere Thaskin Shinawatra, ex primo ministro thai­landese.

Positivo l’impatto di Javier Garrido con il calcio inglese: un girone d’andata im­portante, gli elogi del­la critica e dei tifosi, il sogno della qualifica­zione in Champions, poi l’improvvisa fles­sione della squadra di Eriksson nella fase fi­nale e il nono posto.

IL BILANCIO - Con lo svedese in panchina si è messo in eviden­za: ventotto presenze, ventuno da titolare, un assist contro il Bolton e un contratto fino al 2011. Nel Manchester City ha conosciuto anche Tord Grip, assistente di Eriks­son già a Roma, e ha avuto fra i suoi compagni Valeri Bojinov e Rolando Bianchi, ceduto più avanti in presti­to per sei mesi alla Lazio di Claudio Lotito. Ma nelle due stagioni succes­sive, sotto la guida di Mark Hughes e Roberto Mancini, ha faticato a trova­re spazio. Nelle gerarchie si è ritro­vato alle spalle di Wayne Bridge. Po­che emozioni: tredici partite e un gol al Liverpool nel 2008-09; nove gare e una rete al Wolverhampton nell’ulti­mo torneo.

LE CARATTERISTICHE - Garrido garanti­sce spinta e solidità sulla fascia. Ha giocato quasi sempre partendo nei quattro della difesa, però è abituato a scorrere lungo tutto il binario sini­stro e in certi casi ha fatto l’esterno in un 3-5-2. E’ attento anche in marca­tura. Nella Real Sociedad si muove­va in un 4-3-3 e aveva il compito di sovrapporsi ai centrocampisti: corsa, progressione, grinta, cross. A lan­ciarlo nel professionismo era stato il tecnico Josè Maria Amorrortu, al po­sto del capitano Agustin Aranzabal. Subito titolare, nel 2004-05, dopo cin­quanta gare nella squadra B della Real Sociedad: faceva par­te di quel gruppo an­che Darko Kovace­vic, il centravanti ser­bo che ha giocato in Italia nella Juventus e nella Lazio.

L’EUROPEO U.19 - Nei suoi quattro anni nel­la Liga, Garrido si era distinto per le sue in­cursioni, per il suo scatto brillante, per il suo rendimento rego­lare. Basco come Gaizka Mendieta, leader del Valencia e oggetto miste­rioso nella Lazio, Garrido è stato con­siderato a lungo una promessa. Nel 2004, a Nyon, aveva conquistato l’Eu­ropeo Under 19 con la Spagna: 1-0 in finale contro la Turchia (gol di Borja Valero. Un trionfo al fianco di talen­ti come l’esterno sinistro David Silva (appena preso dal Manchester City), il difensore Raul Albiol (Real Ma­drid) e il centravanti David Soldado (Valencia). Garrido ha fatto parte an­che della nazionale Under 21: nove presenze.

Fonte: Corriere dello Sport




































7 Settembre 2010  4.48.