E ORA BALLARDINI RISCHIA
Adesso il presidente riflette su Ballardini, che rischia l´esonero: per la panchina in corsa Camolese, Giordano e Bergodi. Il tecnico non si dimette: «So fare il mio mestiere»
A Formello hanno già fatto i conti: in caso di B, la perdita secca - tra diritti televisivi bruciati, abbonati e sponsor in fuga, merchandising a picco e così via - sarebbe di 46 milioni. Il rischio retrocessione per la Lazio non è mai stato così concreto dal 1988: squadra da sola al terzultimo posto, Ballardini in confusione, Lotito contestato con cori sempre più lugubri e feroci ("Guarda che hai fatto, se andiamo in B sei un uomo morto"), Zarate in crisi, giocatori bloccati dalla paura. Lo scenario è questo, alla vigilia di due trasferte complicate come Parma e Palermo.
Altra perla da consegnare alla pazza storia della Lazio: Maxi Lopez era praticamente un giocatore biancoceleste, poi Lotito gli ha preferito Floccari e lui, l´argentino biondo, si vendica segnando il gol-macigno che fa precipitare la squadra di Ballardini. All´Olimpico vince il Catania dell´ex Mihajlovic, pure lui accostato alla panchina della Lazio quando sembrava che il tecnico di Ravenna, in autunno, avesse le ore contate. Invece Lotito ha insistito su di lui ed è tornato sul mercato. Non è servito neanche questo. Ballardini li ha inseriti tutti insieme, gli acquisti di gennaio, proprio nella partita più importante. Così ha stravolto la difesa, l´unico reparto che funzionava: fuori Diakitè e Stendardo, dentro Biava e André Dias, brasiliano che a Formello aveva fatto solo un paio di allenamenti. Che poi non gioca male, Dias, ma si fa bruciare da Maxi Lopez nell´attimo decisivo, al 18´ della ripresa, su assist dalla destra di Mascara. Azione nata da un contrasto perso da Kolarov, irriconoscibile. Così come Hitzlspelger vagava smarrito per il campo.
Ma tutta la squadra ha giocato senza la rabbia che serviva. Un palo di Zarate, un paio di occasioni sprecate da Mauri nel primo tempo: poi il buio. Il Catania ne approfitta e sorpassa la Lazio in classifica. Finisce con i falò in curva nord e Lotito accompagnato dagli insulti mentre lascia lo stadio. Adesso il presidente riflette su Ballardini, che rischia l´esonero: per la panchina in corsa Camolese, Giordano e Bergodi. Il tecnico non si dimette: «So fare il mio mestiere». E aspetta Ledesma, che potrebbe tornare tra i convocati: difficile però che l´argentino possa risolvere i mille problemi di questa Lazio nel caos.
Fonte: Repubblica



















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