CRIBARI, MULTA E RINNOVO CONGELATO

Il presidente parla di “regolamento interno violato” dal brasiliano. Oggi ripresa degli allenamenti a Formello e di conseguenza primo faccia a faccia fra tecnico e calciatore dopo lo sfogo di domenica.

Emilson Cribari


Il presidente della Lazio: “E’ stato solo un fraintendimento, i fischi non erano per lui”. Prova a spostare l’attenzione, Lotito, ma sa bene anche lui che il motivo dello sfogo di Emilson Cribari non sono stati i fischi, quelli semmai hanno solo peggiorato la situazione che nella testa del brasiliano è esplosa a seguito della sostituzione di Rossi.

Stamattina, a Formello, tecnico e difensore si troveranno uno di fronte all’altro e si parleranno. Per Cribari è in arrivo una multa, e il rinnovo fino al 2014, che era cosa fatta, adesso sarà messo in congelatore, in attesa (forse) di tempi migliori.

Il chiarimento
La chiacchierata sarà un momento chiave per capire se tra Cribari e la Lazio ci sarà un futuro, almeno in questo campionato. Il brasiliano spiegherà di essere andato oltre, con le parole, ma certo dirà anche altro. Manterrà il punto, insomma, spiegando che una situazione come quella non la meritava. Gli è sembrato che Rossi con il cambio volesse indicare in lui l’unico colpevole della sconfitta.

Con ogni probabilità, però, Cribari sarà multato: “Ha violato il regolamento interno”, ha spiegato Lotito, che poi ha aggiunto: “Ci parlerò nei prossimi giorni, le sue parole hanno sorpreso sia me sia i suoi compagni”.

Il fratello
Eppure, non è una novità di questi giorni che i rapporti tra Cribari e Rossi siano difficili. A novembre il difensore non fu convocato per due domeniche consecutive. E in questo senso, le parole del fratello di Emilson, Binho, si inseriscono perfettamente: “Nel calcio si sbaglia, ma non si può mai togliere la dignità a un calciatore.

Fare quella sostituzione è stato come rendere Emilson il capo espiatorio del tracollo. Quel cambio mi ha offeso.

Quando giocò i preliminari di Champions con lo zigomo rotto, dalla società ha ricevuto pacche sulle spalle e abbracci. Quando invece è stato lui ad avere bisogno di aiuto, niente. Anzi, è stato sempre il primo a pagare, senza la minima riconoscenza”.


Fonte: La Gazzetta dello Sport.




































































































9 Febbraio 2010  12.27