TRA TENSIONI E MALUMORI, ORA SPUNTA DONADONI

Due giorni dopo la rimonta contro l'Udinese, spazio alle polemiche in casa biancoceleste: cominciano a circolare ipotesi alternative alla guida di Delio Rossi. Tra le più accreditate c'è l'idea Donadoni.



I litigi vanno e vengono. Le tensioni, invece, restano se non si eliminano le cause che le determinano. Il 3-3 di Udine, impresa storica per la Lazio, passa quasi in secondo piano di fronte ai piccoli-grandi mugugni che escono dallo spogliatoio laziale. La discussione tra Rocchi, Pandev e Zarate avvenuta domenica al termine della partita di Udine è la spia di una temperatura che, all'interno del gruppo, è salita fin troppo. Il malumore rientrerà. In fondo, è normale che tra i tre tenori dell'attacco laziale ci possa essere qualche incomprensione, forse anche qualche gelosia. Ma su loro tre deve essere necessariamente costruita la Lazio del presente e del futuro. Sta al tecnico trovare la formula migliore per farli coesistere. E starà sempre all'allenatore evitare che i malumori interni superino il livello di guardia. Il vero problema è che, mai come adesso, il tecnico appare isolato all'interno del pianeta Lazio. "So come vanno certe cose: faccio l'allenatore, non il fornaio", disse qualche tempo fa Rossi in maniera sibillina. E in questo quadro di grande incertezza ecco che, puntuali, cominciano a circolare ipotesi alternative alla sua guida tecnica. Quella più accreditata porta dritta all'ex ct della Nazionale Roberto Donadoni. Per adesso è, appunto, solo un'ipotesi. Che può diventare qualcosa di più concreto se i malumori di spogliatoio non si placano e i risultati continuano a farsi attendere.

Fonte: Gazzetta dello Sport


































































































































































9 Febbraio 2010  12.27